L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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IL LUOGO DI NASCITA DI BRAMANTE E I SUOI ESORDI

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di Bramante, così: « magist.ro Donato de Urbino prima volta nel 1347, trentatrè anni dopo la morte
dicto Bramante » e « Magistmm Bramantum de del grande maestro, abbia creata la leggenda du-
Orbino ». In altri documenti, in uno del duomo di i antina, che lu seguita nel 1568 dal Vasari, e lo
Milano, l'architetto, nel suo rapporto del 1403, è ancora da alcuni moderni animati da spirito
si dice: « Io Bramante de Urbino ». Dunque, municipale, lasciamo ad altri spiegare. Certo è
l'architetto medesimo, quando vuole indicare il che la medaglia ove al Bramanies Asdryvaidinus
suo luogo di origine, si chiama o di Urbino, rife- fu sostituito Bramanies Ditrantinus è palesamente
rendosi al contado, o A sdrubaidino, precisando falsa, tanto che il Geymuller non la credette degna
il monte di quel contado in cui ebbe i natali. Il neppure di citazione.1 E basti di ciò, perchè l'Ita-
padre Angelo, il cui nome è indicato nell'atto no- lia, patria del Bramante, gli deve ben altri tri-
buti che non sieno contese senza storico fonda-
mento, e l'orgoglio patrio non deve manifestarsi
con vane tenzoni, ma con serietà d'indagini, con
purezza di ammirazione per le opere belle. Si
guardi pure al libro delle nascite, ma più si pensi
che il libro d'oro d'ogni uomo grande è. formato
H H II H il I l| dalle opere, che sopra le cinte municipali si ele-
varono nel cielo della patria, vive immagini delle
sue idealità.

Nato nel 1444, Donato Bramante trovò, nella

sua giovinezza, intorno a sè, in Urbino, i modelli

d'arte più eletti. Chiamati da Federico da Mon-

tefeltro, erano accorsi ad ornarne la città e la reg-

IT , . ... ^ . „ ., già Piero della Francesca e il suo discepolo Me-

tig. 2. — Urbino, Palazzo Ducale. Cortile. r

lozzo da Forlì, fondatori di una scuola pittorica

che arrivò con Giovanni Santi alla soglia del Cin-
tarilc del 1482 per la chiesa di S. Maria di S. Sa- quecento. jr gli scultori Luca della Robbia e Ago-
tiro, era appunto il proprietario delle terre di
monte Asdrovaldo, e per di più aveva il sopran-
nome di Bramante. E che fosse proprio Angelo
Bramante Asclrubaldino il padre di Donato Bra-
mante Asdrubaldino viene attestato dal testa-
mento che quegli fece il 27 agosto 1487, indicante
quali eredi Antonio e Donnino, a condizione però
che questi facesse ritorno alla sua casa: « cum hac
conditione quod dictus Donninus non possit ven-
dere et alienare suam partem si aliquo tempore
reverteretur in domimi suam et vellet ibi abi-
tare ».' Sin dal 1477, al più tardi, Donato Bra-
mante era andato a lavorare a Milano,2 e della
sua esistenza colà, intorno al 1487, data del testa-
mento, si ha da rogiti diversi, uno del 28 settem- Fig 3 _ Urb|no Pa]a2zo Duca]e

bre i486.3 Tn conchiusione, Bramante afferma Facciata sul cortile del «Pasquino»,

di essere nato a Monte Asdrovaldo presso Fermi-

gnano in quel di Urbino, non solo quando si firma stino di DuccÌ0( Francesco Laurana e Bertoldo
ripetutamente Ascìrovaldino, ma anche quando yi portaron gli echi rìelle nuove conquiste fatte
si dice figliuolo di Angelo Bramante da Monte-___

asdrovaldo, discendente a sua volta da Pascuccio
di Monteasdrovaldo. E questa è l'attestazione di
Bramante architetto. Perchè poi il Serlio per la

1 A titolo di curiosità citiamo gli scritti recenti di Giulio
Paccasassi (uno tra i tanti in // Giornale d'Italia. 28 agosto
1913, n. 238), del prof. Amedeo Pierini di Urbania (in
-— Le Marche, I, n. 9, Milano, maggio, 1914), del prof, avvo-

1 Pungileoni, Memoria intorno alla vita ed alle opere di cato Francesco Fappaeili (dalle Monografie storiche e
Donalo 0 Donnino Biamanle, Roma, 1836, pag. 54. ' scientifiche pubblicale per cura dell'Istituto tecnico di Pesaro,

2 Geymuiier, op. cit., pag. 28. Pesalo, 1894), del sac. Enrico Possi (Conlerenza letta in

3 Geroiamo Biscaro, op. cit. Urbania nel teatro Bramante, Urbania, tip. Bramante, 1914).
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