L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

Page: 256
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/arte1918/0282
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
256

ADA RECCHI

inconciliabilità che riposa sulle basi più solide,
stille concezioni stesse della vita di cui. esse sono
le interpreti, e clic sono intimamente diverse.
Baudelaire, che si sentiva figlio dei suoi tempi,
che aveva una sensibilità delle più vigili e pronte,
vibra all'unisono con gli artisti della nuova cor-
rente ed abbraccia le loro tendenze con entusiasmo.
Non solo: dotato di un raro acume, unico al suo
tempo, si rende conto di quelle, riesce a rifletterle,
ad analizzarle, a porle nel loro giusto valore. La
sua perspicacia ci appare tanto più preziosa solo
che la confrontiamo con la universale incoscienza
dei suoi contemporanei. Infatti la più grande con-
fusione ed incertezza intorno al nuovo moto regna
non solo nei critici, ma in parecchi pittori che si
professavano per quello e lo rintracciavano in
buona fede 1 in caratteri e distinzioni ben diverse
dai suoi.

Qualche citazione ci darà presto ragione.
* * *

Innanzi tutto una corrente portava a ritrovare
il romanticismo nella scelta del soggetto. Il pit-
tore romantico Fromentin, il noto critico dei
Maiires, dopo avere mostrato il carattere inde-
terminato e apatico della pittura olandese, che si
disinteressa della vita come dell'aneddoto storico,
le oppone la pittura romantica come quella nella
quale, al contrario, il « soggetto » formi la parte
preponderante. « Il suffit », egli dice, « de citer des
noms pour faire vivre une longue sèrie d'ceuvres
piquantes 011 belles, éphémèrcs ou toujours cé-
lèbres, exprimants des passions our racohtant
des anedoctes, ayant toutes leur personnage prin-

1 Rosf.nthai. (op. cit.) ed. cit., p. 147) scrive che, allor-
quando nel 1834 l'epiteto di romantica fu per la prima volta
applicato ai pittori innovatori, esso non era nuovo, ma aveva
un significato anteriore che era assai preciso e non fu mai
del tutto dimenticato: si applicava, nel suo vecchio valore,
sopratutto al paesaggio. Si opponeva cioè al paesaggio clas-
sico, concepito secondo le formule del Poussin, tale che le
linee simmetriche e le masse decorative concoirano a dare
impressione di maestà e di classica dignità, un paesaggio
in cui il disordine domini volutamente, dando all'anima un
senso indefinito di inquietudine e di angosefa.

Fare un quadro romantico era dipingere alberi enormi,
con intricati grovigli di rami, rocce a picco svil mare; e il
tutto avvolto nella notte o illividito nel chiarore della tem-
pesta. Dice il Baudelaire: « Vous comprenez mainténarit ce
que c'est qu'un bon paysage tragique. C'est un arrangement
de patrons d'arbres, de fontaines, de tombeaux et d'urnes
cinéraires ». {Cur. esth., p. 176).

Quando poi l'epiteto di romantico si estese a tutta la
schiera dei pittori rivoluzionari sì moltiplicarono e si confu-
sero i significati ad esso attribuiti.

cipal ou leur héros: Granct, Bonington, Léopold
Robert, Delaroche, Ary Scheffer, Roqueplan,
Decamps, Delacroix... Rappelez-vous les Fran-
cois I, les Charles Quint, le Lion Arnonreux, Van
Dyck à Londres, les due de Guise, Mignon, les
Marguerite: toutes les pages empruntées à Goethe,
à Shakespeare, à Byron, a Walter Scott, à l'his-
toire de Venise, les Méphistophèles, les Polonius...
si nous relevions-, en ces trente dernières années,-
ce que l'école a produit de plus saillant et de plus
honorable dans le genre, nous trouverions que
Pélément dramatique, pathétique, romanesque,
historique ou sentimental a contribué presque
autant que le talent des peintres au succès de
leurs ouvrages n.1

Un'altra corrente comprendeva coloro che cre-
dendo ancora ad una società ricca di fede, e fi-
duciosi del movimento neo-cristiano del tempo,
vedevano il romanticismo in una pittura religiosa^

Altri si proclamavano romantici poiché rifiuta-
vano con orrore Greci c Romani, come se non si
potesse « faire des Romains et des Grecs roman-
tiques, quand on l'est soi-mème »,2 osserva il
Baudelaire.

« La vérité dans l'art et la couleur locale en
ont égaré beaucoup d'autres » 3 dice ancora il
Nostro; e ci avverte come, sotto quésto aspetto,
il romanticismo non avrebbe nulla di nuovo,
poiché il realismo è esistito assai prima di questa
grande battaglia.

Altri hanno posto il nuovo movimento arti-
stico nella perfezione del mestiere: perciò è sorto
il rococò del romanticismo, la più insopportabile
forma senza contrasto.

Qualcuno vorrebbe sufficiente particolarità del
romanticismo la sua febbrilità e la sua foga gio-
vanile, il suo disinteresse ed antiutilitarismo.4

Altri infine sono pronti a riconoscere che il
romanticismo ha per suo carattere distintivo
l'importanza data all'intensità d'espressione, al-
l'emozione, alla passione, di contro al valore pre-
ponderante attribuito dai classici alla bella linea,
alla forma plastica.

Délecluze definisce i romantici come quelli per
cui « le coloris et l'effet sont placés en première
ligne parmi les moyens d'imiter et d'agir sur les
spectateurs, tandis que l'expression des formes
est négligéc comme un accessoire presque insi-
gnifiant ».5

1 Fromentin, Maitrcs d'autrejoìs, Hollande, c. IV.

2 Cuviosités csth., p. 85.

3 Curiosités csth., p. 85.

4 Gautier, V. pref. a Premières poésics, a Mite Map<n.

5 Délecluze, Traité de la Peintute, p. 250^.
loading ...