L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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ADA RECCHI

Cornine de longs échos qui de loin se confondent
Daus une ténébreuse et profonde unite,
Vaste corame la nuit et comme la clarté,
Les parfums, les couleuvs et les sons se répondent.1

Così il Baudelaire completa Delacroix ed anche
Wagner: ciò che in quest'ultimo era soltanto, per
dirlo con parola baudclcriana, coincidenza, di più
arti, e nel primo istinto dei complementari, di-
viene per la fine anima del Baudelaire, sentimento
delle analogie.

Così egli potrà, con ardito intuito, ravvicinare
Delacroix a Wagner.

Ho cercato di esporre la teoria estetica del Bau-
delaire: vedremo ora come, nella pratica, si espli-
cherà la sua facoltà di critico che era fortificata
da una così solida base sistematica, egli che tut-
tavia diceva di non volerne sapere di sistema.

* * *

Come la critica non è la pura teoria, sibbene
l'applicazione di certe fondamentali idee estetiche
che l'entusiasmo del momento modifica in parte,
ed alle quali esso dà ali, cercheremo ora di esa-
minare come il Baudelaire applichi nella pratica
i suoi principi. Comprenderemo così, attraverso
l'esame dei due suoi libri di critica, Curiositées
esthétiques ed Art '■omantique, l'abisso profondo
che separa la critica accademica^ dalla critica
moderna, quale ben può 'dirsi quella del Baude-
laire, che stupisco pensando al tempe in cui venne
scritta. Quando infatti il Saint-Bcuve prodigava
al pittore ufficiale della nazione, Boulangcr, l'in-
censo di questi versi:

Mais un jeune homme écoute, à la tote pensivc,
Au regard triste et doux, silencieux convive

Debout en ces festins;
Il est poète aussi: de sa palette ardente
Vont renaitre en nos temps Michel-Ange avec Dante

Et les vieux Horentins, 2

Baudelaire fu tra i pochissimi che subirono il
fascino di Corot e. lo compresero. Di lui egli am-
mira lo sguardo sintetico ed abbreviatore che trac-
cia le linee principali di un paesaggio, la sua os-
satura e la sua fisonomia; 3 carattere questo che
egli, a dire del Nostro, aveva in comune con certe
arti apparentemente barbare, eppur giunte ad
un alto grado di perfezione artistica, tali l'arte
messicana, egiziana, nini vita, e che deriva dal
bisogno di vedere le cose grandiosamente, consi-
derandole nell'effetto del loro insieme.4

1 Fleurs du mal; Corrcspondanees, p. 92.

2 Bkuvk, Poesie di Joseph Delorthé, in Le eénacle, p. 100.

3 Art r omantique, p. 73.

4 Art romantique, p. 73.

Quando ognuno derideva e vituperava Manet, il
Nostro parla di lui con l'intelligenza di chi sente
c divinizza « M. Manet est l'autcur du Guita-
riste 1 qui a produit une vive sensation au Salon
dcrnicr. On verrà au prochain Salon plusieurs
tableaux de lui empreints de la saveur cspagno.lc
la plus forte et qui donnentà croire que le génie
cspagnol s'est réfugé en Franco. MM. Manet et
Lcgros unisscnt à un goùt décidé pour la réalitc,
la réalité moderne, ce qui est déjà un bon symptó-
me, cotte imagination vive et ampie, scnsible,
audacieuse, sans Iaquelle, il faut bien le dire, toutes
les meillcures facultés ne sont que des serviteurs
sans maitre, des agents sans gouvernement ».

Già Baudelaire aveva, definito meravigliosa-
mente la strana e squisita Lola de Valence 2
« le charme inattcndu d'un bijou rose et noir ». Se
adesso nessuno contrasta a Manet il suo posto
preponderante nella pittura moderna, se tutti
riconoscono come egli abbia saputo riattaccarsi
alla più pura tradizione francese, tuttavia allora
Manet, era, lo ripetiamo, l'artista, proscritto da
tutti, da tutti deriso.3 È che Manet, come Cour-
bet, come Rousseau, traducevano qualche cosa
di inespresso che si agita in fondo alla moderna
sensibilità, ma di cui nessuno aveva allora co-
scienza.

* * *

Baudelaire è con Balzac colui che meglio ha
compreso la poesia della vita quotidiana, il lato
drammatico ed eroico della moderna società che
si rivela a chi sa bene penetrare gli sguardi attra-
verso il velo di banalità e talvolta di volgarità
che la riveste.

Le pagine che il Nostro ha scritto sull'arte del
pittore Costantin Guys sono degne del roman-
ziere-poeta, che ha saputo scoprire e lumeggiare
la deliziosa tragica figura di Pierrette, la desolata
miseria del cugino Pons, e tante tante altre figure,:
tutte vibranti di umanità e di passione.

Non bisogna tuttavia credere che il Baude-
laire neghi il passato: anzi questo sembra a lui
interessante, non solo por la bellezza che hanno
saputo estrarne gli artisti per i quali era il pre-

1 Esposto al Salon, 1861.
1 Fleurs du mal.

3 Edmond About si rendeva interprete dei sentimenti
comuni quando protestava presso il Ministero pei avere
concessa un'esposizione per lui: scandalo che aveva un pre-
cedente, poiché la scuola di belle arti era già stata aperta
a Courbet. Del resto anche Leon Gérome, professore della
scuola, aveva scritto una lettera protestando e chiedente per-
chè invece non si fosse scelto per una tale esibizione il teatro
delle Folies-Bergères. (Edmond About, Le XIX sièele,
introd. de Joseph Reinach, Paris, ed. Paul Ollendorf, 1892
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