L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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LUIGI BIAGI

Anch'esse, come l'ordine superiore dell'esterno della loggia con le erme, rivelano la mano
dell'Ammannati, e un disegno degli Uffizi con scrittura di suo pugno ci conserva 1 la
prima idea per quelle adorne di teste e di una cartella nel fregio. Anche la fronte verso
il cortile, con le colonne che sostengono direttamente le imposte degli archi, è di gusto
dell'Ammannati, e si distacca dalla conformazione di tutto l'edificio basato dal Vignola
sulla continuata linea di riposo degli architravi, ed anche per queste colonne ioniche
gravate dalle troppe modanature della sovrapposta trabeazione si conservano due di-
segni agli Uffizi.2

Il resto del cortile attesta ancor più lo stile di lui e specialmente la parete di fondo
(fig. 2) con l'ordine inferiore ionico adorno di trofei, e il superiore con l'apertura della loggia
in cui la linea dell'architrave è interrotta dall'arco che si eleva in un attico al disopra
della linea del tetto. Un motivo che si ritrova di frequente nelle opere di questo archi-
tetto. Che egli sia l'autore di questa facciata è provato inoltre da un disegno degli Uffizi3
ove è facile riconoscere la sua mano anche nella scrittura che vi è apposta (fig. 3). Le sue ri-

cerche si volgevano specialmente ad accordare cotesta costruzione con gli ordini laterali
dovendo metter in opera alcune colonne antiche. Nel disegno son infatti accostati al
secondo ordine i pilastri delle pareti di fianco per studiarne in confronto le proporzioni:
tutta la facciata ha inoltre in questo suo primo pensiero un aspetto più ricco con deco-
razioni che si accompagnano a quelle del ninfeo: in luogo delle nicchie semplici se ne
veggono altre adorne di cariatidi e sormontate da figure sul frontone e nel piano su-
periore al posto della loggetta si ergono altre nicchie simili. Una delle statue schizzate
alla lesta è quella di una divinità fluviale oggi invertita di posto, l'altra quella forse di
un Bacco ricordata dall'Ammannati nella lettera al Benavides.

Alla fonte bassa cooperò, secondo la sua categorica affermazione, anche il Vasari4
adoperando le cariatidi che sorreggono il piano del sovrastante cortile, che dovevano
esser state scolpite dapprima, e che differiscono per modellatura da quelle di mano
dell'Ammannati addossate ai pilastri col corpo della figura imprigionato in fogliami
accartocciati e dalle forme più massiccie. Il motivo decorativo risale probabilmente al
Vignola medesimo come si scorge dal confronto con un'incisione del Villamena che ci
conserva una fonte architettata dal Vignola con simili cariatidi.5

1 Disegno n. 2758 v. noi pubblicato confuta l'ipotesi del Willich che

1 Disegno n. 2759 v. l'Ammannati non fosse chiamato a lavorare alla

3 Disegno n. 2758 r. villa prima del 1555. Sulla villa cfr. anche l'impor-

* Vasari, Milanesi, VII, 694. tante opera del Letarouilly, Edifices de Rome

5 Willich, Vignala, op. cit. Il documento da Moderne Liege, 1849.

Fig. 3. — Disegno per la facciata a fig. 2.
Firenze, Uffizi.
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