L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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DI BARTOLOMMEO AMMANNATI E DI ALCUNE SUE OPERE 55

posizione di fasce e da quegli incastri di riquadrature l'una dentro l'altra senza respiro
di spazi, e dall'ingombro dei troppi ornamenti.

Nella facciata verso il giardino (fìg. 5), in cui una volta si apriva al terreno un portico,
lo stile è classicheggiante, ma con modanature minute e triste. Si vede anche qui uno stu-
dioso delle forme del Vignola trattatista, che vuole aggiungere di suo particolari che sono

Fig. 7. — Roma, Soffitto del Palazzo di Firenze
(particolare)

inutili. Le finestre terrene di fianco a questo portico hanno una forma peculiare dell'Am-
mannati e ricordano quelle del Palazzo Negroni: sono collegate con l'apertura del sotto-

suolo sulla cui fascia poggiano le mensole a triglifi del davanzale e i due vani sono rac-
chiusi e dagli stipiti e da una fascia piana che li continua fino al suolo.

Nei soffitti decorati di stucchi, l'Ammannati prodigò la sua fantasia decorativa
amante dei motivi bizzarri, dell'abbondanza di festoni di fiori e di frutta e della varietà
degli scomparti geometrici. Nella loggia terrena le nicchie laterali che incorniciano busti
antichi sormontate da mezzi frontoni accartocciati, con festoni di fiori e frutta sono
già un'anticipazione di quelle forme complicate che egli userà per far grandeggiare pom-
posamente gli stemmi al centro dei palazzi Giugni e Ramirez a Firenze. Le piccole
figurine dei putti, in atto di sollevare le cortine per scoprire le pitture dei riquadri,
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