L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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DI BARTOLOMMEO AMMAN NATI E DI ALCUNE SUE OPERE

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Forse l'Ammarinati non ottenne soddisfazione poiché fra le sue carte si trovano
altre due redazioni posteriori del medesimo memoriale, con alcune varianti. In una ci dà
notizie preziose riguardo ai lavori da lui eseguiti, (doc. 2) nell'altra che per brevità
ometto di trascrivere ripete le medesime richieste facendo la somma dei denari di cui
si vantava creditore.

Del palazzo di Campo Marzio dovè continuare ad occuparsi di lontano dando pa-
reri e consigli al cardinale Ferdinando che vi andò ad abitare e che lo fece decorare dalle
pitture di Jacopo Zucchi. 1

* * *

L'Ammannati partì da Roma nel 1555 2 se ne venne a Firenze. L'aveva preceduto il
Vasari, che un anno avanti con un sospirone di sollievo aveva « spedito e Montorio e

la vigna »3 e che anche a Firenze fu da principio il protettore dell'Ammannati: lo prese
come aiuto ai lavori di Palazzo Vecchio e lo presentò ad un signore meno eccelso, ma più
sicuro pagatore di Giulio III, al Duca Cosimo I.

Il nostro artista riusci abbastanza presto a farsi largo alla corte di Cosimo, e a di-
ventare insieme col Vasari l'esecutore geniale dei disegni edilizi del Duca, ricevendo
commissioni anche da molti cortigiani di lui e da altri privati cittadini. Lo studio rinnovato
delle opere di Michelangiolo e la dimestichezza col Vasari contribuirono in questo tempo
a rafforzare certe peculiarità del suo ingegno, e ad aumentare quella sua inclinazione

1 Voss Hermann, Die Malerei der Spàtrenaisa-
sande in Rotti and Florenz II, 318.

2 La data del 1555 è comprovata dalla testimo-
nianza del Vasari Milanesi (VI, 185), dalla lettera
di Michelangiolo all'Ammannati (Frev, Michelan-

giolo, pag. 359) del 1555, e da un'altra dello stesso
anno (Milanesi, Lettere, p. 535).

3 Vasari, Milanesi, Lettera al Borghini, 4
gennaio 1554.

L'Arte. XXVI, 8.
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