L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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DI BARTOLOMMEO AMMANNATI E DI ALCUNE SUE OPERE

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fuse dell'Ammarinati le vicende della costruzione. Il cortile fu cominciato nel giugno
1560, nel dicembre 1563 si trattava di fare il partimento delle stanze del lato sinistro e si
cominciava a cavare terra dalla parte opposta, nel 1568 l'Ammannati presentava un
memoriale al Duca per i pagamenti da farsi agli operai con varie misure per stabilire i
cottimi.1 Si era allora cominciata a murare, come dice anche il Lapini, la parte del cor-
tile dove sono le scale. Questa è l'ultima notizia che ci dà l'Ammannati riguardo alla sua
opera; del resto già da qualche tempo prima egli se ne occupava con minor lena limitandosi
ad una soprintendenza generale, anche forse per soddisfare gli altri impegni che avevE
anche come scultore tra i quali quello di non scarsa importanza della Fonte di Piazza
in cui mise a posto il Nettuno nel 1565. L'opera sua oltre che nel cortile si scorge nella
sala centrale del primo piano verso il cortile ove sono decorazioni della sua maniera, e
nella facciata in quelle finestre terrene della parte vecchia del palazzo che egli costruì

Fig. 13. — Firenze, Cortile di Palazzo Pitti.

chiudendo gli archi del Brunelleschi. Nelle altre stanze le decorazioni posteriori hanno
cancellato le sue.

Anche gli schizzi del quaderno Riccardiano si debbono riferire ai primi anni dei lavori
del palazzo. Alcuni di essi hanno attinenza col portone di ingresso al cortile (fìg. 14) preoc-
cupandosi l'Ammannati di chiudere l'arco di accesso con una porta quadra e divisando per
la parte interna dei piloni del cortile la decorazione di alcune incorniciature con entro
figure dipinte. Al pensiero di incastrare una porta quadra subentra poi quello di porre
un arco « perchè paia magiore posto sendo lo principale ». Del suo studio di unire l'arco
con porte quadre incastrate dentro serba ricordo un altro disegno in cui, quasi per
esercitazione, l'Ammannati si studia appunto di inserire la porta in uno degli archi
del portico terreno. Di maggior interesse è infine il disegno a carta 40 v in cui si scorge
ancora il portone di mezzo sormontato dal un frontone spezzato e da uno stemma,
e un primo pensiero per la parete di fondo dove poi pose la grotta (fig. 15). Voleva invece
decorarla con un colonnato a colonne abbinate, riempendo gli archi con alcune nicchie
adorne di statue, e l'arco centrale con una porta. Nella decorazione della grotta egli
mise poi in opera il medesimo motivo delle colonne abbinate congiungendole invece con
un architrave.

Il disegno a. c. 37 v. si riferisce certamente anch'esso al palazzo Pitti, ma non si com-
prende bene a quale parte (fig. 16). Dalla chiusura di uno degli archi con una finestra si
sarebbe tentati di riferirlo alla facciata, ma vi si oppongono le proporzioni dei due piani, la

1 Arch. di Stato Gesuiti, 240. Poco si può ri- gamenti per il cortile frequenti specialmente negli
cavare dallo « Scrittoio delle Fabbriche » ove i pa- anni 1563-64 non dicono nulla sullo stato dei lavori.

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