L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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LA CRITICA D'ARTE NEGLI SCRITTI D'UN PITTORE E SCENOGRAFO 123

medesima spezie non si debbono far mai corrispon-
dere al livello (cioè: orizzontalmente) e perpendico-
larmente, ma che la loro disposizione seguiti la for-
ma d'un triangolo scaleno e che, insomma, le masse
di colori debbono formare il loro contrasto ». L'iper-
criticismo del tutto moderno, di Baldassarre Or-
sini, non s'arresta qui: egli arriva addirittura ad
una schematizzazione grafica del problema stesso
(fig. t). Egli immagina, nella superficie generaledel
« quadro », un tono azzurro in A, e in B un tono de-
cisamente giallo: è necessario che in E si ponga un
colore che risenta dell'uno e dell'altro, non in parti
uguali ma « è da porre attenzione per quanto il
punto E sia distante dal punto A del turchino e
per quanto lo sia similmente dal punto B del giallo,
e ritrovato che la distanza di B-A si sta come il nu-
mero tre al numero due, riverrà in chiaro, che me-
scolando due parti di turchino e tre di giallo si
produrrà un color verde che pende più al giallo che
al turchino a cagione che il punto E è posto più
vicino a quello che a questo ».*

Altrove, notando che, se così accade nelle luci
colorate, in natura, non è lo stesso per la pittura, in
cui il colore intermedio risulterebbe fiacco e sbia-
dito senza aiutare i due colori fondamentali, anzi

diminuendoli di tono, egli consiglia d'accostare
francamente, di quando in quando, dei colori com-
plementari « per maggiore vaghezza »: « se si vo-
glia passare da un rosso... ad un giallo » scrive « bi-
sogna porre accanto al giallo il pavonazzo... e ac-
canto al rosso il verde ». Su questa base, egli sug-
gerisce poi altri schemi secondo vari accordi di
colore.1

Giunti a questo punto, pur essendo sicuri di non
aver esaminato che la minima parte delle idee del-
l'Orsini intorno alla pittura di scena, crediamo di
poter chiudere la breve rassegna: da questo saggio
del modo di vedere di Baldassarre Orsini in que-
stioni che in gran parte sono di tutti i tempi, ci si
può fare un'idea abbastanza chiara della sua cri-
tica: essa è, bisogna riconoscerlo, inevitabilmente
bacata da una sterile mania trattatistica: ci pare
però, d'altra parte, assolutamente tipica del suo
tempo e strettamente legata ad un'arte, che, dopo
aver sfruttato fino alla sazietà tutte le migliori ri-
sorse di vita, s'arrovella in esperienze tecniche,
non trovando nel neoclassicismo che sorge una
espressione completa.

Valerio Mariani.

1 Cap. V: « Dei colori ».

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