L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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ADOLFO VENTURI

gere, sulle acute ali aperte di colpo, sul braccio avvolto da un drappo fluente, l'orlo
sfrangiato della corolla-candelabro, cui dà la spinta con la mano paffuta, quasi a
farla torneare per gioco. Lo spirito lieto dell'arte di Francesco di Giorgio anima il
volto aperto, i grandi occhi, la bocca parlante, le floride forme del fanciullo, che piega

Fig 14. — Francesco di Giorgio:
Angelo portacandelabro
presso il ciborio del Vecchietta nel Duomo di Siena.

la testa ricciuta sotto la fantastica giostra della corolla piatta e del calice espanso,
appena ricurvo, e avventa con slancio di prua la sinuosa forma di piccolo Tritone fuor
dal calice schiantato (fig. 18).

Lo scultore spiega tutta la freschezza della sua vena fantastica e l'energia vitale
delle sue forme, nel disegnar le nervature tese delle foglie, i cui multipli lobi ora s'in-
curvano all'unisono con elastica grazia, lambendo il corpo del fanciullo, ora si tendono
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