Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma — 22.1894

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Castel Savello.

da questa parte, nell' area esterna si trovano sette pozzi, con
apertura a fior di terra, costruiti in forma conica rigonfia nel
centro, come quella di un fiasco, capaci di circa 150 quintali di
aridi e destinati probabilmente ad uso di granai.

In complesso noi abbiamo tuttora in parte conservato un
castello del medio evo importantissimo nelle singole sue parti,
e che sarà d'ora in poi visitato dagli studiosi, con una certa
intelligenza, avendo sott'occhio questa nostra descrizione. Auguro
a Castel Savello sorte migliore di quella che va toccando adesso
all'altro bellissimo castello di Borghetto, pur dei Savelli, presso
Grottaferrata, da me descritto in altra occasione {Campagna
Romana voi. II, pag. 132-137 con pianta), e che va cadendo
sotto la spietata mano del vignaiuolo !

Dirò un'ultima parola sulle leggende di questo sito pittoresco.
Il volgo Albanese tiene per certo che una via sotterranea con-
giunga il castello col palazzo baronale dei Savelli, ora palazzo
municipale di Albano. Naturalmente ciò non ha ombra di fon-
damento; e me ne ha pure accertato il sig. ingegnere Mariano
Sàlustri espertissimo di ambedue i luoghi. Un'altra tradizione
curiosa, ma communissima ad altri luoghi, è quella del tesoro
quivi nascosto. Finalmente ricorderò la canzoncina che si canta
tuttora in Albano, e riepiloga la storia degli assalti dati al
castello nel secolo decimoquinto, quando si vedevano da Albano
le fiamme che divampavano su quel monte:

Dimmi Savello se avesti paura
quando lo foco te venne a bruciare.
Piccoli e grandi saltorno le mura:
. dimmi Savello se avesti paura.

Giuseppe Tomassetti.
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