Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma — 22.1894

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II culto di Apollo in Roma

(II, 81) Augusto già fin dalla vittoria su Sesto Pompeio pro-
mise il tempio ad Apollo : ' Victor deinde Caesar reversus jn

urbem......templumque Apollinis et circa portieus facturuin

promisit, quod ab eo singulari exstructum munificentia est '. —
Malgrado ciò, tale opinione fu ripresa, ampliata e generalizzata
dal Kuhne (De Horatii Carmine saeculari, pp. 30 segg.), il cui
ragionamento fu interamente accettato dall'Hecker (De Apollinis
apud Romanos cultu, p. 36), che nulla vi aggiunse per conto suo.
Ecco dunque ciò che dice il Kuhne. Augusto attribuì la vittoria
su Sesto Pompeio a Diana Victrix, e quella sopra Antonio ad
Apollo Azio. Tutto ciò adunque che poteva tornare ad onore di
questo dio, egli compì dopo quella vittoria, che ottenuta sotto
gli occhi di lui, parve dono speciale del suo favore. Perciò rifece
il vecchio tempio che colà era, un magnifico tempio fondò a Roma,
stabilì i ludi Azii da celebrarsi sia su quel promontorio sia a
Roma, fè celebrare in onore di lui i ludi secolari. Ma tutto ciò
fece Augusto per un senso finissimo di astuzia, per dare a cre-
dere al popolo che la potenza sua era voluta dal fato, che le
sue vittorie erano state riportate per volere divino, che egli era
l'eletto, il favorito degli dèi. Sicché tutto il suo culto per Apollo
non fu che una finissima simulazione. — Noi in quanto alla
parte storica della questione, rimandiamo al luogo innanzi citato
di Velleio Patercolo; in quanto alla parte interpretativa delle
intenzioni di Augusto, crediamo che la questione sia spostata.
Che Augusto abbia ravvivato i vari culti per fini suoi particolari,
è questione estranea ; si tratta di vedere, anche mettendo la que-
stione nel suo caso più particolare, perchè abbia mutato sostan-
zialmente il carattere de' ludi saeculares, dedicandoli principal-
mente ad Apollo, piuttostochè ai vecchi dèi della tradizione ro-
mana, dei quali egli pure aveva ravvivato il culto. La battaglia
di Azio non dà ragione di ciò appunto perchè a commemorarla
erano dedicati i ludi Actiacij ad Azio e a Roma.

E sì che la questione era stata distintamente posta dall'Her-
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