Cartari, Vincenzo; Pignoria, Lorenzo [Oth.]
Seconda Novissima Editione Delle Imagini De Gli Dei Delli Antichi Di Vicenzo Cartari Reggiano — Padua, 1626 [Cicognara, 4688]

Page: 97
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si mutino secondo, che ella fi muta. O fa pure così dcWì, pereho
come dicono alcuni, le sacrificauano con cento altari dì verdi ctsp
gli, & vccìdeuanle cento vittime, come porci, ò pecore, ma sé il sa»
crifìcio, il quale, perciò fu dimandato Hecatombe, era f.eto in no- Hecirombe*
me dello Imperatore ; le vittime erano cento Leoni, ouero cento
Aquile ne credo io pc"ò, che haueskro lèmpre queiti animali veri,
ma più tofìo s che ne fingesst ro talhora ; pe rche vsarono souente gli
antichi ne6 sacrisicij loro ; di fingere di pasta., ò di qualche altra ma-
teria } quello animale che si doueua sacrificare, ne si trouaua, sé non
con grandissima difficoltà & i poueri, che non poteuano fare la spe(à
de i veri animali, conte riferisee Snida, spess > faceuano quello, che
ne sacrifìcauano de isimulàti, e finti, come (ì vedeaprr AldiHero- Vimineintt.
doto ancora, ilqualedice, che quelli di Egitto non sas.-rjficauano il
Porco ad altro Dio3 che alla Luna, & a Bacio, & in q »elk felle an-
cora sollmente , che faceuano a ten • pe di piena Luna, guardandoci
in tutte le altre dì toccare questa bestia 9 della quale niangiauano
quel dì Colo, che si sacrificaua, e ncn s-lu mai in tutto il resto dell'an-
no, & quelli che per pouertà non poteuano Sacrificare vn Porca
vero, ne fingeuano vno 9 & quello sacrifìcauano. Et Ap iano scriue, 'Appianar
che i Cziceni popoli deìh Grecia, la Città de i quali ■ i euano.., che
su data da Gioue in dote Prosen pina, & la adorauano perciò sc pra_*
tutti gli altri Numi, sa cri beandole vna vacca tutta negra, esiln do
già atfediatijdaii'armata di Mitridate, ne potendo tremare la vacca,
che era necessaria al rolenne sàcrificio della Dea loro, ne fecero vna
di pasta per saenfie.-? « la ; ma in tanto, che apprestauano H saenficio,
ne venne vna di mtzo il mare tutta negra, come haueuat da edere, la
quale nuotando per di sotto le nami di Mitridate passò nella Città; &
andatali a porre dinanzi all'altare della Dea, fu sa criticata da quel
popolo, cheprese per ciò buona speranza di don ere esiere liberato
dall'assedio, come fu perche non molto dapoi Mitradate per molti
incommodi, che gliaucnnero, fu sforzato di andarfene , Didone^» Didone.
appressb di Virgilio nell'vltimo sàcrificio, cheella fa alla partita di
Enea, sparge le simulate acque d'Auerno ; & quiui nota Seruio, che
ne i sacrificij fingeuano (peno gli antichi le cose, che non poteuano,
ò sé non con difficultà grande, hauere• Et in altro luoco a ncora di-
ce,che per quello l'acqua, che spargeuan© nel Tempio di Isi de}fe be~
ne non era, la diceuano però essere del Nilo. Et non solo le finte vit-
time fcusiuano quelli, che non poteuano sacrificare le vere, ma l'an-
dare humilmente a baseiare la mano dd Dio, cui si haueua da sacri-
ficare , fu souente in vece ài sàcrificio a chi non poteua sare altro *
Soleuano anco gli antichi baciare perdiuotkme lì consccrati simula-
crixome si raccoglie da Cicerone,quando paria centra Verre,oue di-
ce; che in Agrigento Cittì della Sicilia era vn bellissimo sirmila ero di
Q . ' mctall©

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