Cartari, Vincenzo; Pignoria, Lorenzo [Oth.]
Seconda Novissima Editione Delle Imagini De Gli Dei Delli Antichi Di Vicenzo Cartari Reggiano — Padua, 1626 [Cicognara, 4688]

Page: 451
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De gli Antichi I
LE GRATIE



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O § CIA che riabbiamo disegnata Vene»
re madre di Amore già da noi ritratto pa-
rimente, hora è ben honesto che diciamo
delle Gratie,& delle Hore insieme,Je qua-
li con quella vansao tempre in compagnia.
Percioche come Venere, & Amore sono
cagione che venga succedendo tuttauia
nuoua prole, & che perciò si conférui la
humanageneratione, cosìlcGratie ten-
dono i mortali insieme raccolti, perche i

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benefcij/, che a vicenda si fanno gli huomini l'vno. all'altro, è caro,
& grato, onde Hanno congiunti insieme del bel nodo della amicitia;
senza la quale non è dubbio alcuno, che gli huomini sare bbono in-
seriori di gran lunga à gli altri animali, &le citta diuerebbono spe-
lonche, anzi pure non sarebbono. Per la quale cosa potrebbe!! quasi
dire, che meglio fosse stato a8 mortali non esisere, che essendo, vale-
re sènza le Gratie. Malaprouidenzadiuina,che dello vniuerso hi
cura s vuole che queste pure foriero. le quali secondo alcuni nacque-
ro di Venere ; & di Bacco, & habitarono tra mortali ; il che finsero Grane &
le fauole,perche non pare quasi che altra cosa fia piùgrata à gli huo- «» figl*-
inini di quelle che da quelli Dei vengono, le quali non replico, per- uoie°
che nelle loro imagini si ponno vedere, Alcuni altri le fanno e Acre na-
te in altro modo : ma questo horanon tocca a noi dire, ma solamen-
te che statoe habbiano hauuto da gli antichi, ò come siano srate di-
pinte . Et benché siano i nomi loro diuersi, sono però credute edere
Tna medesima cosa le Gratie, & le Hore, ma che pur'anche habbia-
no diuersi ofsici) tra loro » Et diceua Chrisippo, che le Gratie erano c, . /-
vn poco più giouinettedelle Hore, & più belle ancora, & che per- ™
ciò le dauano gli antichi per compagne a Venere.Scriue Homero che
le Hore soro Dee, le quali (tanno alle porte del Cielo, & quiui fan- Kore r>?s<
no la guardia- e che à quelle £tà di mandare sopra gli mortali la den-
sa nebbia j & di leuamela ancora» Stati© deseriuendo il tramontare Sutio.
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