Cartari, Vincenzo; Pignoria, Lorenzo [Oth.]
Seconda Novissima Editione Delle Imagini De Gli Dei Delli Antichi Di Vicenzo Cartari Reggiano — Padua, 1626 [Cicognara, 4688]

Page: 113
DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/cartari1626/0155
License: Public Domain Mark Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
il
SS
sUAtK
•"•aotointot,

et;

De gli Antichi

"■3


G I





eiovÉ

ANTA riputatione acquistò Gioue appressb de
gli antichi, cacciato che egli hebbe Saturno siio
padre dal regno del Cielo,come raccontano le fa-
ttole , che da tutti fu in grandissìma riuerenza ha-
uuto,& creduto il maggiore ài tutti gli altri Dei.
Per la qual cosa gli posero mólti tempij $ & ne fe-
cero diuersì simulacri, chiamandolo Re, & Signo-
re dell'vniuersò,come che tutto sosie in suo potere. Et lo dissero an-
cora Ottimo, e MaiHmOjCon ciò folle che a tutti perla sua bontà* vo-
lesle giouare,& far bene,e lo poterle anco fare per la maggiorala sua,
che andana sopra tutti gli altri. Et dal giouaredicesì,cheeifù chia-
mato Gioue da' Latini, sì come appressò de' Greci hebbe vn nomo
qual mostraua, che da lui venirle la vita a tutte le cose. Et perciò lo
posero i Platonici per l'anima del Mondo, & lo credettero alcuni
quella diuina mente,che ha prodotto^ gouerna l'vniucrso, & cho
communemente è chiamato Dio. Di quello Jamblico parlando dei-
li misteri j dello Egitto, così dice : Perche Dio va sopra tutte le cose*
risplende come separato da quelle, & sol-o tutto in se stesso camino^,
perdi su Pvniuerso. Quelli di Egitto loposero a sedere sopra il Loto
arbore acquatico, volendo perciò dare ad intendere, che la materia sopra jlLott-
dd mondo è soggetta a lui,ilquale la regge, & gouerna senza toccar-
h,pcrche il gouerno suo è tutto intellcttuale,comc lignifica il Loto,
nel quale le foglie, & i frutti sono rotondi, perche la mente diuina si
riuolge in sé sìefsa> & ad vn medesìmo modo intendendo tèmpre go-
uerna . Donde viene quel sommo principato, che regge il tutto, 6^,
ièparato da tutte le cole del mondo fa, che si muouono tutte, sraudo
lui in sé stessb quieto lèmpre,riposato,& immobile ; Ilche moslraua-
no gli Egitti) mettendolo a sèdere,come ho detto. Et quello intese-
ro gli antichi per quel gran Gioue Rè del Cie!o5che habitaua nella-» Gioue è rus-
pili sublime parte dellVniuerso,ilquale consederato poi secondo lo co*
cose, che tutte precedono da lui, diseende più basso,& souente presta
il nome suo alle cali sé inferiori, & alle cose mede/ime. Onde Seneca
nelle quesHoni naturali seniliche non hanno creduto gli antichi pili
H saggi,

Xamblico.

Gioue siede

<.■?•■■■ ■-•'•■•
loading ...