Cartari, Vincenzo; Pignoria, Lorenzo [Oth.]
Seconda Novissima Editione Delle Imagini De Gli Dei Delli Antichi Di Vicenzo Cartari Reggiano — Padua, 1626 [Cicognara, 4688]

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Komero

Isi imaginì de i Del
la Dea Siria tanto ri uerita in Hieropoii Città della Assina fosse Giù»
sione,nientedimenolasuasi:atoa, che quiui era nel Tuo tempio, Ia^
mostraua essere non vna sola , ma molte , con eie folTe che si vedesie
in quella alcuna cosa di Pallade3alcuna di Venere, di Diana, di Ne-
mesi,delle Parche,& di altre Dee; perciocheella staua sedendo sopra
due Lioni,& nell'vna mano teneua vno seettro, & vii fiiso nell'altra,
& in capo haueua alcuni raggi,& alcune altre cose3che a diuerse ima
gini sono propriate. Onde viene à mollrare Luciano, che la Dea Si-
Dea Siria. ria,cioè Giunone/u vn nume diuersamente adorato sotto diuersi no-
mi. Et perciò non è marauiglia sé ella fu creduta Lucina ancora,
& la chiamauaho le donne al partorire in loro aiuto,come £i appres*
so di Terentiò Gìicevio quando grida : Giallone Lucina aiutami , &
guardami ti prego da morte. Et volendone fare sra toc, onero dipin-
gerla , la fecero gli antichi, come si vede nelle medaglie antiche di
Faushna,in forma di donna dietd già perfètta, vefìita à gui/à di Ma»
trona,che nella de (ira mano tiene vna tazza, et vna hasia nella sini-
{ira. Et poche sono quelle imagini dclli Dei,alle quali non riabbia-
no date le halle gli antichi, come si vede nelle già dette j & si vederi
ancora in quelle , che resiano da dire, & però più non mi pare da dif-
serire di dirne la ragione. La quale , benché in altro luogo forsè sa-
rebbe flato meglio,* pure né qui anco sarà maleildirla,oue facilmen-
te si potrebbe marauigiiare alcuno; che sia data l'hafìa à Giunone
Dea pacisicai quieta. Ma non fu però tèmpre tale : anzi alle volte
si è mostrata molto terribile, & feroce, come quando à tutte sue for-
ze voleua aiutare i Greci contra i Troiani, & hebbe ardire di andare
9 in battaglia insieme con Minerua come conta Homero, il quale così:
dipinge il suo carro perche à que' tempi i Capitani & le piùtègnalate
persone combatteuano in carro. Era di ferro quel legno, che a tra-
tierso lo sosteneua; le ruote erano di rame,& haueuano otto raggi si-
milij ma cerchi,che lor vanno d'intorno,erano d'oro cinici disopradi
rameJ& era circondato di argento quel corpo,onde vsciuaho essi rag-
gi . Di sopra poi ,oue srana la Dea, era vna sede fatta con correggia
d'oro,& di argento; il temone era d'argento, il giogo d'oro ,& pan-
mente di oro erano gli ornamenti de i caualii, perche sé bene altre-»
volte si faceaa tirare Giunone da gli vccelli allhora le faceuano dibi-
sogno i caualii. Et Virgilio medesimamente a" costei dà il carro, &
rarme,qnando dice che ella così voleua bene à Cartilagine, che qui-
ui teneua il suo carro,& l'armi « Adunque non ha da parer male ad
alcuno, che à Giunone ancora dessero gli antichi s nasta, ne che io
ragionando di ki dica perche fossero date le Mafie alle fiatoe deiDch
secondo che Ginst ino ne rende ìa ragione, il quale dice; che già ne'
primi tempi i Rè portauano vna hasta in vece del Diadema, & della
sutègna regale j & che aliterà nel principio dd mondagli huommi,
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