Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 1.1889

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vedute, tanto più, se queste ci spingeranno nelle ere
tenebrose dei tempi protostorici, e se alla così detta
civiltà di Micene conquisteranno nuovi paesi. Ed il
presente contributo tornerà di gradimento agli stu-
diosi della civiltà greca, non solo perchè della coltura
di Micene in Creta fin qui ben poco si conosceva (>),
ma più di tutto perchè non trattasi soltanto di nuovi
vasi, ma sì invece di dipinture applicate ad uno sco-
nosciuto genere di ceramiche : ad urne fittili di uso
funebre, le quali, e per la novità loro, e per le nuove
idee che forniscono sui riti funebri di tale età, non
ben determinati in ogni parte, meritano di essere
fatte di pubblica ragione. Si aggiunga il fatto, che
tali urne provengano appunto da tipi di sepolcri ana-
loghi a quelli del continente ellenico, i quali, se
per quanto spetta alla parte tectonica e decorativa non
rispondono ancora all'aspettativa dell'Adler, tuttavia
i-egnano l'esistenza in Creta di necropoli prima non
conosciute, delle quali oggi il caso ci fa solo conoscere
tombe volgari, mentre domani ricerche più oculate po-
tranno restituirci quelle di principi ed uraxisg.

Mi fo pertanto a render conto di tali scoperte,
non senza ricordare con grato animo, che è al mio
dotto amico prof. Federico Halbherr, il benemerito ed
ardito esploratore di quell'isola, che io vado debitore
della bella occasione di illustrare nuovi ed interes-
santi monumenti ceramici cretesi.

Scoperte presso Anoja Messaritica (2).

Circa dieci anni or sono sul pendio occidentale
di una collina ad est dell'attuale villaggio di Anoja-
Messaritica ed in tutta propinquità del paese diruto
ed abbandonato di Apano-Anoja venne scoperta una
cella funebre, tutta tagliata nella roccia tenera (una
specie di arenaria bianchiccia detta asprugas dai
Cretesi), a forma di forno, dell'altezza di circa m. 4 l/t;
l'apertura di essa, fatta a volta, metteva in una gal-
leria lunga cinque metri, alta, se dovesse credersi agli

(') Della civiltà di Micene in Creta vedi le [indicazioni
pressiì Haussoullier. Vases peints archaiques decouverts à Cnossos
(Bulletin de corresp. hellénique 1880,p. 124) e Fabricius, Al-
terthumer ans Creta (Mittheilungen des deutsch. arch. Instit.
1886, p. 135, tav. III-IV) e sopratutto gli avanzi di edifìci si-
mili a quelli di Tirinto scoperti a Cnossos e dallo Stillmann,
(Second ami. report of the archaeol. Institute of America, p. 47)
creduti avanzi del labirinto di Dedalo. Furtwaengler (op. c. p. 22,

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scopritori, un braccio circa, per cui un uomo non po-
teva entrarvi che carpone ; vuoisi però credere che per
essa potessero essere commodamente introdotte le urne.
Lo sbocco esterno del dromos volgeva ad ovest, e fu
trovato chiuso da un muricciolo a secco. Tutto il vano
è ora riempito di terra, ma al momento della scoperta
si trovarono dentro di esso quattro urne o piccoli sar-
cofagi in terra cotta, disposti nel modo che è reso evi-
dente dal secoudo degli uniti schizzi, mentre il primo
su scala più ridotta mostra la sezione verticale della
cella ipogeica, e la linea a trattini denota la supposta
inclinazione del terreno antico.

Tre delle urne avevano coperchio fittile d'un solo
pezzo, fatto a tetto di capanna, con due pioventi : la quarta
invece era protetta da tre o quattro grandi mattoni
piani, che non si potè constatare, se avessero o no or-

namenti a colori. Una delle urne fu fatta in pezzi,
appena scoperta; due, sequestrate daldimarchos o sin-
daco del capoluogo, vennero portate nel vicino villaggio
di Plàtanos, e custodite in un magazzino servirono da

82) parla pare dei pochi vasi cretesi dello stile di Micene. Pel-
le cosi dette pietre insulari veggasi il Milehoefer, Die Anfaenge
der Kunst in Griechenland.

(2) Queste notizie sono state fornite al dott. Halbherr dal
proprietario del campo Cambe'r-Agà-Muladaki e da altri conta-
dini che furono presenti alla scoperta. Quando, anni addietro,
il dott. Halbherr fu sul luogo, ora ancora visibile la sezione
della parti' superiore della cella funebre.

rjRNE FUNEBRI CRETESI
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