L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 3.1900

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BIBLIOGRAFIA ARTISTICA

tribuirsi a Niccolò di Pietro Lamberti, mentre ora per
i documenti trovati dal professor Ubaldo Pasqui non
possono attribuirsi ad altri che a Bernardo Rossellino.
Ora il Fabriczy ha scoperto pure ad Arezzo un'altra
opera giovanile di Bernardo.

Si tratta di un rilievo d'altare in terracotta q.o\VAn-
nunciazione, che un tempo era nell'antica cattedrale,
distrutta nel 1561 per ordine di Cosimo I, e che ora
si conserva nel nuovo Duomo.

L'altare porta come data di consacrazione il 1433
e ciò ci dimostra che Bernardo aveva finito la grazio-
sissima scultura prima di principiare il suo rilievo per
la Misericordia, quindi la terracotta del Duomo di
Arezzo è l'opera più antica che si conosca della mano
del Rossellino. Vicino per tempo a questa scoltura è il
tabernacolo di Bernardo nel coro della Badia ad Arezzo.

Opere invece più tarde sono il tabernacolo fatto
per Santa Chiara di Firenze, ora nel Museo del South
Kensington di Londra ed il sepolcro di Orlando dei
Medici nella chiesa dell'Annunziata a Firenze.

L'A. si ferma anche su molte altre opere del Ros-
sellino, ma purtroppo non mi è possibile di riassu-
mere l'articolo nelle sue parti principali.

— Fase. 2°. Pag. 99.

C. von Fabriczy: Un'opera giovanile di Bernardo
Rossellino. (Seguito). — L'A. pubblica un prospetto
cronologico della vita e delle opere di Bernardo Ros-
sellino, una serie di notizie d'archivio che si riferiscono
ai lavori dello scultore per la facciata della Miseri-
cordia d'Arezzo ed un elenco dei pagamenti di opere
dello scultore.

Gazette des Beaux-ArtsYa.r\g\, i°maggio 1900.
Pag. 382.

Lucien Magne: Le urli all'Esposizione tmiversale
del igoo : l'architettura. — L'A., dopo aver parlato
dei palazzi dei Campi Elisi, passa ai palazzi forestieri
che sono costruiti lungo la Senna. Del palazzo del-
l'Italia egli scrive: «Il padiglione italiano attira gli
sguardi colle sue cupole dorate, che ricordano quelle
di San Marco di Venezia e di Sant'Antonio a Pa-
dova. Esso attira gli sguardi e fa impressione colle
sue guglie traforate ed i suoi finestroni imitazioni della
celebre Porta della Carta, colla ricchezza apparente
dei suoi falsi marmi imitati con lo stucco e col co-
lore. Credo che sarebbe stato preferibile il colore sin-
cero dello stucco a queste pitture che non ingannano
alcuno e lasciano nei visitatori la sgradevole impres-
sione del falso e del finto ».

— Pag. 406.

Herbert Cook: / tesori dell'arte italiana hi In-
ghilterra. (Seguito). — Raffaello e la sua scuola : La
piccola Madonna del conte Cowper a Panshanger House

è probabilmente del 1505 ed una delle prime opere
fatte da Raffaello a Firenze.

Il disegno della figura ricorda in tutto l'arte di Ti-
moteo Viti, mentre il paesaggio è misto d'influenze
fiorentine e di ricordi perugini.

Nella stessa collezione è una seconda Madonna di
Raffaello colla data del 1508. Questa mostra già l'in-
fluenza di Leonardo e di Fra Bartolomeo.

L'A. non crede che in queste due Madonne come
pure in quella di Bridgvvater House a Londra si pos-
sano trovare traccie di lavori degli allievi di Raffaello.

Del tempo romano del gran maestro è la Madonna
col Bambino di Miss Natkinson di Londra. L'A. pub-
blica poi le due Madonne cosiddette dei Candelabri,
ambedue attribuite a Raffaello e conservate in due
collezioni private inglesi. Egli non pronuncia il suo
giudizio, ma crede però che in tutti e due i quadri
siano traccie di lavori d'allievi.

In seguito egli pubblica le riproduzioni di due qua-
dri di Perin del Vaga. Il primo è la Natività, con-
servata nella collezione di Sir Francis Cook a Rich-
mond, che può considerarsi come il capolavoro del
maestro, il secondo la Sacra Famiglia della colle-
zione del conte Northbrook di Londra.

— Pag. 425.

Marcel Reymond: Iprincipi dell'architettura del
Rinascimento. (Seguito). — Dopo il suo ritorno da
Roma, Donatello decorò di scolture il pulpito esterno
del Duomo di Prato, architettato da Michelozzo. In
quest'opera Michelozzo s'era mostrato più ardito no-
vatore del Brunellesco, che nel 1430, costruendo il
cappellone dei Pazzi non faceva che ripetervi i mo-
tivi già trovati per la sagrestia di San Lorenzo.

Sul finire della sua vita, il Brunellesco metteva
mano alla navata di San Lorenzo e, lasciate da parte
le volte gotiche e romaniche, tornava al soffitto in
legno delle antiche basiliche, che era il solo atto ad
essere sopportato da colonne. Gli altri architetti non
lo seguirono.

Nel 1440 Michelozzo costruiva il Noviziato presso
Santa Croce, erigendovi quella celebre porta per cui
si entra in chiesa e che per la forma nuova segue su-
bito quella del cappellone dei Pazzi.

Ora fra il 1438 ed il 1439 Donatello e Luca della
Robbia terminano le loro cantorie, tutte e due piene
di novità architettoniche. Non mi trattengo qui a rias-
sumere la larga critica che l'A. fa alla ricostruzione
che il Del Moro ha fatto della cantoria di Luca. Egli
desidererebbe che la si scomponesse e si ricostruisse
secondo i nuovi progetti del Castellucci.

Zeìtschrift fiir bildende Ktmst Lipsia-Ber-
lino, maggio 1900. Pag. 171.

Gustavo Frizzoni: 77 nuovo ordinamento del Mu-
seo Poldi-Pezzoli a Milano. — Dopo avere grande-
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