Bullettino archeologico Napoletano — N.S.6.1857-1858

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rettificare le precedenti pubblicazioni, dando più esatti
disegni di queste importanti monetine. Io ne presento
quattro nella tav.VII, due de'quali di differente conio
appartengono al lodato P. Tortora, imo al principe
di S. Giorgio, ed uno di siile alquanto diverso al cav.
Santangelo. Eccone intanto la descrizione.

1. Testa imberbe a d. con corti capelli, e coronala
di foglie, dalla cui fronte sporge un piccolo corno; in-
torno un giro di globetli.

)( Ercole a d. colle ginocchia a terra siringe colle
braccia il leone : dietro la figura dell' eroe è un residuo
della clava: sopra in giro la epigrafe KEOnOAITON".

Ar. 5. */,

2. Simile testa alquanto più elegante ad.:la corona
apparisce quasi di alloro.

)( Lo stesso tipo : manca interamente la epigrafe.

Ar'. 4, %.

3. Simile testa più arcaica a d. egualmente co-
ronata: non vi è che il principio del corno, essendo la
fronte all'estremo Umile del giro della moneta.

)( Simile tipo : dietro Ercole tracce della clava e NEO.

Ar. 4. »/,

4. Simile testa a s. : dietro T.

)( Lo stesso tipo: epigrafe NEOIIOAITX2N.

Ar. 4 %.

I pesi rispettivi di queste monetine sono :

1. acini 9

2. acini 9

3. acini 11

4. acini 10

Sicché sono da considerare come tanti oboli , che
coli' uso perderono in parte il loro valore.

Un'altra monetina si possiede dallo stesso P. Tor-
tora di fabbrica simile a quella da noi riportata sotto
il n. 2 ; ma per la sua poca conservazione non cre-
demmo opportuno di pubblicarla. Intanto vogliamo
qui fare alcune osservazioni, che ci forniscono i no-
stri nuovi disegni.

La moneta da noi riferita sotto il n. 1 dalla raccolta
Santangelo è per fabbrica somigliantissima a quellaedita
dall'Avellino,veggendosi egualmentesulla sommità del
capo alcuni piccoli cirri di capelli svolazzanti; la qual
particolarità si riproduce eziandio in altre medaglie.

Nella (avola dell'Avellino vedesi pur sulla fronte
qualche cosa che si assomiglia ad un corno; ma non
fu spiccatamente ritratto nel disegno. È pur da os-
servare che manca la linea di globetli, essendo forse
la moneta alquanto rosa nel giro. In quanto al rove-
scio, è perfettamente identico, anche per la leggenda:
quello, che non troppo bene si vede nell'esemplare del
cav. Santangelo, è la barba di Ercole, della cui esi-
stenza potrebbe dubitarsi.

La seconda monetina, pertinente al P. Tortora, non
offre alcuna traccia di epigrafe ; forse perchè il tipo
occupa tutta 1' area , senza che fosse rimasto alcuno
spazio all' intorno.

La terza monetina è di stile particolare , somi-
gliantissima ad una posseduta dal eh. sig. principe di
S. Giorgio.

La quarta è tratta dalla raccolta dello stesso signor
principe.

In qualunque modo non può dubitarsi che sia in
tutte effigiata la festa del fiume Sebelo, che con sem-
plice diadema si osserva nelle altre medaglie, di più
recente scoperta, ove è determinala dal nome. Lo
stesso si dica della moneta del Carelli ; nella quale
pare ci si presenti egualmente il diadema : e certa-
mente in essa, come in quella del Millingen, manca
l'orecchino e qualsivoglia altro ornamento, per farci
conchiudere non doversi ritenere per femminile.

Dalle quali cose evidentemente si deduce che non
un Ercole giovine,non la Sirena Partenope,non Apollo
debbasi riconoscere nel ritto di queste medaglie, ma
sibbene l'indigeno fiumicello , del quale i numisma-
tici avevano finora sconosciuta la immagine.

Non sarebbe, a dir vero,impossibile, che apparisse
qualche esemplare, ove si vedesse accoppiata la testa
di Partenope, o di qualche dio, col tipo dell' Ercole
leontofono. Così ora il fiume Taras, ora la ninfa lo-
cale di Taranto osservasi sulle monetine col tipo del
faro di quell'antica città (vedi questo Bullettàio an. Ili
pag. 158, s.,ed il mio saggio di osserv. numism. pag.
112 : cf. Cavedoni nel Bulletlino cit. an. IV pag.
116). Io mi limito ad escludere questa idea dalle mo-
nete finora pubblicate; e mi permetto d'invitare i pos-
sessori di ampie collezioni, ed i conservatori di nu-
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