Bullettino archeologico Napoletano — N.S.7.1858-1859

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BALLETTINO ARCHEOLOGICO NAPOLITANO.
NUOVA SERIE
A7.0 153. (2. dell’ anno VII.) Settembre 1858.

Dioniso e Scinde.—Sulle Regioni Pompeiane e della loro antica distribuzione. Programma. — Nuove scava-
zioni di Pompei. Strada dell' Anfiteatro. — Iscrizione sannitica di Pielrdbbondante. Supplemento all' arti-
colo inserito nel n. prec.—Notizia di una epigrafe latina pertinente all’ antica Càles.

Dioniso e Semele.
Esaminando testé le antiche tradizioni di Bacco e
Semele, sua madre e talvolta la sua compagna, no-
tai come assai rimarchevole una tazza dipinta a figure
nere del museo Santangelo; monumento richiamato
alla mia memoria dall’ ottimo , ora defunto, mio
collega Panofka, il quale anzi l’aveva minutamente
descritto nel ballettino archeologico di Berlino dell’anno
1848 (1). Essendo venuta quindi in discorso l’impor-
tanza del monumento medesimo , il chiarissimo edi-
tore di questo giornale si è compiaciuto di pubbli-
carlo nella tavola XIII dell’anno VI del presente bal-
lettino , e nello stesso tempo si riserbò di accompa-
gnarla con alcune mie osservazioni (1. c. p. 191 s.).
Attenendomi dunque al principale aspetto di quel
singolare monumento, illustrato con greche leggende,
vedo all’ esterno presso i manichi la danza bacchica
di due Sileni e così pure a’due lati un insieme di rap-
presentanze spettanti al dio del vino e de’ misterii.
Vediamo in una metà di quella parte esterna il dio
Bacco attorniato da tre donne, e dalla parte opposta,
la quale mi sembra la più importante, nuovamente
lo stesso dio di rimpetto ad una donna cinta di benda
e di corona ederacea. Tutti questi personaggi sono
rappresentati in guisa di busti, ed è facile di convin-
cersi, che l’artista scelse non arbitrariamente questo
modo imperfetto per rappresentare le principali sue
figure ; mentre le figure accessorie di alcuni Sileni si
fanno ravvisare nelle estremità d’entrambi i dipinti,
sebbene in proporzioni meno vistose e meno divine,
in tutta la loro integrità. Due sono le circostanze che
(1) Archaepl. Anzciger 1848 p. 220.
4JYJV0 VII.

più d’ alcuna altra , se ben mi appongo, contribui-
scono all’intelligenza di questo dipinto: l’una forni-
taci dal suddetto modo di rappresentare i qui figurati
personaggi in guisa di busti, l’altra di veder chiamata
col nome di Semele la compagna di Bacco.
Le dipinture aneli’ esse arcaiche di due altre sto-
viglie recentemente pubblicate ci hanno già fatto co-
noscere una riunione simile di capi o busti di Bacco
con una sua compagna in modo simile al dipinto pre-
sente. L’una fu una tazza da me posseduta, nella quale
tanto Bacco quanto la sua compagna sono rappresen-
tati con busti quadrati a guisa degli ermi (1). L’ al-
tro monumento consimile è un’anfora del museo Cam-
pana (2) colle riunite teste di Bacco e della sua con-
sorte: varie figure intere del tiaso bacchico fanno fe-
stiva scorta a questo dipinto, e diedero luogo di far ri-
conoscere in entrambi que’dipinti la teofania vernale
delle terrestri divinità Dioniso e Kora (3). Una tale
comparsa del nume sparito, se non perduto , è so-
pra tutto conosciuta dal mito di Proserpina-Kora ra-
pita da Plutone nell’ autunno e restituita a’ viventi
in ogni primavera. Celebrata per altro fu anche la
ricomparsa di Bacco, similmente sparito nell’ inverno
e restituito a’ mortali nel tempo stesso di prima-
vera , in seguito dell’ evocazione solenne usata da’
devoti di questo dio: le quali evocazioni ebbero luogo
non solo in Argo , Delfi ed Elide (4), ma probabil-
mente anche in Atene (5). Così supposto, la teofania
(1) Gerhard Abhandlung ììber die Hermenbilder, negli atti
dell1 Accademia Reale di Berlino 1856 tav. V , 3, 4.
(2) Vedi le mie esposizioni negli Annali dell’Instituto 1857 p.
211 seg.
(3) Vedi i monum. dell’ Ist. 1857 tav. IX.
(4) Plutarch. de Iside 35, quaest- gr. 36.
(5) Siccome si rileva dallo Scoliasla di Aristofane a proposito
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