Bullettino archeologico Napoletano — N.S.7.1858-1859

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BALLETTINO ARCHEOLOGICO NAPOLITANO.
NUOVA SERIE
N° 167. (17. dell’anno VII.) Maggio 1859.

Descrizione di uri antica grotta idrofora.— Sopra due antichi pi-

Nolizia de più recenti scavi di Pompei.
laslrini volivi.—Antico teatro di Napoli.—Iscrizioni sopra vasi dipinti.—Postilla risguardante la Dichia-
razione delle pitture di un greco vaso inedito del Museo Santangelo inserita nel precedente n. 164.

Notizia de più recenti scavi di Pompei.
Nell’anno secondo del presente Bollettino parlam-
mo di alcune parti di un privato edifizio, ove fu rin-
venuta una pregevolissima statua di Apollo in bron-
zo, e due importantissimi dipinti (an. II p. 65 seg.).
Noi ci riserbammo allora di dar la compiuta de-
scrizione di quella casa, quando fosse tutta messa allo
scoverto. Sono però costretto a differirla ancora, per-
chè non n’ è terminato il disgombro, abbenchè siano
trascorsi sei anni da quella mia prima notizia. Parlerò
nondimeno delle nuove scoperte recentemente avve-
nute in questa importante abitazione, annunziando di
essersi disotterrata una nobile stanza che fa continua-
zione col peristilio, e nella quale dobbiamo forse rav-
visare un’ esedra.
Prima però di procedere alla descrizione degli og-
getti e de’ dipinti, che rendono pregevole quel sito ,
non voglio tralasciar di notare che la statua dell’Apollo
vedesi ora pubblicata nel Reai Museo Borbonico voi.
XV tav. XXX11I, con la illustrazione del eh. cav. Fi-
nati , il quale vi riconosce un suonatore di lira sotto
le sembianze di Apollo, conciliando cosila duplice o-
pinione emessa da me e dal eh. sig. comm.Quaranta su
quel classico monumento : ed è noto che il Quaranta
non vi riconobbe altro che un semplice citarista. Si la
opinione del cav. Finati che quella del comm. Qua-
ranta non possono altrimenti sostenersi che supponen-
do un ritratto ; ma a questa ipotesi si oppone la ma-
niera arcaica nella testa della figura, che ne addita la
imitazione de’ più vetusti simulacri di Apollo : ed ap-
punto della testa io intesi parlare nella mia prima de-
scrizione, quando osservai che la elegante scoltura spi-
AN.yo vii.

ra la semplicità delle più'antiche opere dell' arte. E
poco prima avvertiva io stesso ; le estremità sono as-
sai bene intese ed accuratamente finite, ma in guisa che
chiaramente si appalesa il sapere artistico, da cui pro-
venne l'opera che illustriamo (p. 65). Finalmente non
osai paragonare il pompejano bronzo alle più antiche
statue, ritenuto dalla sveltezza ed eleganza dello stile
che in esso si scorge ( pag. 66 ). Dopo queste dichia-
razioni farà certamente maraviglia come mi si attri-
buisca la idea che quella statua di Apollo appartenga
alla più antica epoca dell’ arte greca. Farò notare al
eh. Hubner|, da cui proviene questa accusa ( bullelt.
dell’ Ist. 1857 p. 51 ), che la eleganza, la sveltezza
dello stile, le parti bene intese, il sapere artistico mal
si confanno con gli arcaici lavori : e però doveva av-
vedersi che spirar la semplicità delle più antiche opere
dell’arte, significa tutt’altra cosa che appartenere alla
più antica epoca dell’arte greca. Le espressioni da me
adoperate non saranno da alcuno riputate dissimili da
quelle usate dallo stesso eh. Hùbner, lo stile severo...
le forme ieratiche tramandale dall’ antichità.
Vengo ora alle nuove scoperte avvenute nella ca-
sa, di cui discorriamo : e comincio dal ricordare che
sugli stipiti di una delle stanze erano conficcati con
chiodi due pregevoli monumenti anche di bronzo ,
de* quali leggesi la notizia in una lettera, che il eh.
signor Principe di Sangiorgio ci fè l’onore d’indiriz-
zarci, e che inserimmo in questo nostro bullettàio (v.
sopra pag. 92 ).
Fu opinione di questo nostro collega che la casa ,
di cui discorriamo , appartenne probabilmente a quel
M. Nigidio Vaccula, che arricchì di utensili di bronzo
le due terme in Pompei, quelle anticamente scoperte,
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