Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma — 22.1894

Seite: 188
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IL CULTO DEGLI DEI IGNOTI A ROMA
(A proposito dell'ara di Calvino).

La cosiddetta ara di Calvino, che si osserva sul monte Pa-
latino, ha la seguente iscrizione:

SEI • DEO • SEI ■ DEIVAE • SAC
C • SEXTIVS • C • F • CALVINVS • PR
DE • SENATI • SENTENTIA
RESTITVIT

Ofr. Nibby, Analisi, I, 321 ; Creili, Syll. 2135 ; G. I. L., I,
632; VI, 110.

Il Nibby ed il Mommsen (C. L L., 1. c.) identificarono
quest'ara con quella che, a detta degli scrittori antichi, fu posta
ad Aio Locuzio ' supra aedern Vestae, in infima Nova via a
causa della voce divina ivi udita, prima della venuta dei Galli.
Su tale opinione espressero dubbii i chiarissimi professori Vi-
sconti e Laudani nella loro Guida del Palatino (Roma, 1873,
p. 76), e noi ne rapporteremo il passo per la bella intuizione
che vi si cela, e della quale noi faremo tesoro : « Per ciò che ri-
guarda l'interpretazione testò accennata del Nibby e del Mommsen,
noi, senza contraddirvi assolutamente, facciamo avvertire che il
nume autore di quella misteriosa voce, quantunque in sostanza
incognito, fu tuttavia dai Romani comunemente chiamato Aius
Loquens o Aius Locutius, essendo di quelle divinità, alle quali
' nomina ex ofìiciis constat imposita ' (Serv. inVerg. Georg., I, 21);
di lui attesta Varrone presso. Gellio che ' Aius deus appellatila
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