L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 5.1902

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LE MINIATURE DEI CODE. DEI « DOCUMENTI D'AMORE »

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appartenga alle chiose, può tuttavia riferirsi anche al testo. La Lode viene dopo la fine del-
l’opera, e se vien prima è imperfetta ; perciò il Barberino la pone nell’ultima carta. Le tre
figure rappresentate nella miniatura sono in fondo una sola ; nell’albero si figura l’opera ; la
mezza figura che è ai piedi del fusto è della lode, che nasce con le buone opere, ma è
imperfetta e informe ; la figura che è sui rami è della lode perfetta, ma sembra che tema,
poiché chi l’ha raggiunta è sempre in pericolo di perderla, se non persevera; la figura più
grande rappresenta la lode perenne, che deriva dall’aver compiuto un’opera buona, completa,
stabile, ed è perciò che « intra loca tam fortia presentato ». La scritta che è sotto alla figura
riassume il concetto dell’autore: A radice proveniens in perfectam formam titubans inter
ramos assumpsi • quam et auctam michi summitas perhennem constituit.

Con codesta figura, con la quale il Barberino soleva chiudere le sue opere, e che ornò
infatti anche le ultime carte del suo officiolo, « quoniam in fine cuiusque operis quod lau-
dabile est laus omnis ponitur prò constanti», chiudo anch’io questa serie di appunti, nei
quali ho cercato di far conoscere l’opera artistica di Francesco da Barberino, porgendo alla
osservazione del lettore la riproduzione di tutto quanto di essa ci rimane : resti invero non
scarsi nè spregevoli.

Francesco Egidi.
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