L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 5.1902

Page: 168
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/arte1902/0210
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
BIBLIOGRAFIA ARTISTICA

3-

Estetica, iconografia, etnografia, fisiologia artistica, rap-
porti tra la letteratura e l’arte.

J. C. BROUSSOLLE: La critique mystique et
Fra Angelico. Paris, Oudin, 1902.

Lo scopo che si propone in questo suo nuovo libro
l’autore dei già noti Pelèrinages ombriens, de La jeu-
nesse du Pérugin et les origines de l’Ècole ombrìenne
e de La vie esthétique, è quello di confutare le con-
clusioni della critica esclusivamente mistica, con la
quale si corre il grave rischio di sacrificare gli altri
elementi essenziali della storia dell’arte. Per riparare
ai danni che tale metodo di critica ha recato al giusto
apprezzamento del Beato Angelico, il Broussolle cerca
di mettere in evidenza la natura veramente artistica
del talento del frate, mostrando che egli fu uomo per-
fino nelle opere più soprannaturali, la qual cosa non
vuol dire affatto menomare il merito di lui, ma serve
anzi a renderlo ancora più grande e più santo

L’autore, dopo avere esaminato come l’opera arti-
stica del Beato Angelico fosse differentemente apprez-
zata nei secoli scorsi, e venendo poi a parlare del-
l’aspetto sotto il quale fu riguardata sul principio del
secolo xix, nota come essa fosse ancora in quel tempo
poco capita e gustata dalla maggior parte dei critici,
che spesso relegavano l’Angelico nel numero dei bar-
bari tìéi bassi tempi.

Contro questa ingiusta prevenzione furono primi i
tedeschi a dare il segnale della rivolta, con lo Scha-
dow, lo Schlegel, l’Overbeck. Frate Angelico potè
così tornare in onore; ma quello che tali critici di-
menticarono di ammirare maggiormente in lui fu quel-
l’armonica complessità del suo talento, e il nostro ar-
tista venne così scisso quasi in due personalità distinte,
si credette cioè di potersi ispirare successivamente alle

sue convinzioni religiose e poi ai suoi processi arti-
stici.

L’autore studia poi i movimenti analoghi della cri-
tica che si manifestarono in Inghilterra e in Francia.
S’intrattiene specialmente a parlare del maggior pro-
motore di quel movimento in Francia, del Montalem-
bert, per merito del quale, più che di ogni altro, l’An-
gelico apparve come il tipo più completo dell’artista
cristiano. La grande ammirazione del Montalembert
però è rivolta unicamente al carattere di santità del-
l’Angelico, di modo che egli pone in contrapposto fra
loro i due punti di vista differenti, quello dell’arte e
quello della religione, e crede, per esempio, come poi
crederà anche il Rio, che l’arte ideale e mistica sia
qualche cosa di un’essenza particolare.

Volendo scongiurare i pericoli di questa critica
esclusivamente mistica che tiene il sistema d’inventare
miracoli per capire bene il talento dell'Angelico, il
Broussolle cerca di dimostrare che non vi può essere
veramente che un solo punto di vista, quello dell’arte,
che egli chiamerà religiosa quando occorrerà, e di cui
i principi non differiranno essenzialmente dall’arte
semplicemente e propriamente detta. Viene poi a par-
lare delle qualità tecniche, confutando anche qui giu-
stamente l’opinione dei critici mistici, i quali si rifiu-
tano di considerare quelle qualità nei loro dettagli, e
negano con indignazione che l’Angelico abbia studiato
il corpo umano, quasi che la gloria dell’artista dovesse
esserne menomata.

L’autore non si stanca di protestare contro le ste-
rili ammirazioni e i facili entusiasmi di cotali critici,
e conclude cercando di rivendicare all’Angelico la
gloria di essere stato nello stesso tempo un vero santo
e un vero pittore, cosicché il religioso in lui non fu
per nulla inferiore all’artista.

P. D’Achiardi.
loading ...