L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 5.1902

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BIBLIOGRAFIA ARTISTICA

L’A. crede che le due pitture presentino elementi
sufficienti per essere assegnate ad Evangelista di mae-
stro Bartolomeo di Piandimeleto e si fonda principal-
mente sul fatto che le due opere presentano caratteri
dell’arte di Giovanni Santi e di Timoteo Viti dei quali
Evangelista fu scolaro.

— Pag. 198.

F. Malaguzzi. Alcuni documenti sui pittori Gia-
como Filippo Realti, Francesco e Lorenzo dalle Cu-
sidure, Nicolò da Panico, Bagnacavallo.

— Pag. 202.

E. Scatassa. Un documento intorno ad una fabbrica
di maioliche in Urbino nella prima metà del secolo XV/.

— Pag- 205.

Recensioni delle opere di P. Schumann (Der Doni
zu Pisa), C. Paladini (San Francesco d’Assisi nell’arte
e nella storia lucchese), V. F. Aleandri {Nuova guida
di Sanseverino Marche). Favorevoli.

— Pag. 2 il.

Bibliografia artistica.

Rassegna di arte. Anno I, n. 11. Milano, no-
vembre, 1901. Pag. 161.

Paul Kristeller: Fra Antonio da Monza, inci-
sore. — L’A. dà l’elenco delle opere di minio di questo
maestro ed enumera alcune stampe che con quelle mi-
niature presentano evidenti affinità stilistiche. Tali re-
lazioni di stile lo inducono a ritenere per certo che al
frate miniatore sieno dovuti i disegni delle incisioni
in parola, anzi il Kristeller giunge anche più in là e
sostiene che con ogni probabilità si possa attribuire allo
stesso artista anche l’esecuzione tecnica di quelle inci-
sioni,' perchè in esse si trovano tradotte con la mas-
sima fedeltà le forme artistiche di frate Antonio ; fe-
deltà che difficilmente potremmo spiegarci nel caso che
l’incisore fosse stato una persona diversa dall’autore
dei disegni.

— Pag. 164.

C. Jocelyn Foulkes discorre dell’usanza antica di
dipingere le barde dei cavalli e ricorda parecchi artisti
di cui si sa che professarono quell’arte.

— Pag. 167.

L. A. Gandini dà conto del volume pubblicato dalla
signora Isabella Errerà sulle stoffe della sua collezione
e ne riproduce parecchie illustrazioni.

— Pag- 175-

Federico Argnani riproduce e illustra una lunetta
con l’Incoronazione della Madonna, di G. B. Bertucci
senior, conservata a Faenza e appartenente a una pala

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di cui la tavola centrale si trova nel museo di Berlino
e i due pannelli laterali sono conservati nella pinaco-
teca faentina. L’Argnani esprimeva il voto che la lu-
netta non andasse via da Faenza, e il suo voto è stato
esaudito: il dipinto venduto all’asta di questi giorni a
Roma è stato comperato per L. 18,000 da un ricco
signore romagnolo.

Proveniva dal museo Guidi di Faenza andato tutto
in vendita.

— N. 12. Dicembre 1901. Pag. 177.

P. N. Ferri pubblica un disegno della collezione
Santarelli (n. 170) nella galleria degli Uffizi rappresen-
tante uno studio di Michelangelo per uno dei gruppi
del Giudizio finale della Sistina. L’A. pubblica anche
il disegno n. 65 della galleria Buonarroti che offre uno
schizzo dell’intiera composizione e accenna alle diver-
genze che si notano tra un disegno e l’altro e tra i
due disegni e l’affresco.

— Pag. 178.

C. Cesari a proposito delle figure del Crivelli con-
servate nella pinacoteca Vaticana, al Louvre, e a Ve-
nezia e che il Cantalamessa ritenne rappresentassero
san Bernardino da Siena, il dottor Mariotti san Gia-
como della Marca, — ricorda come nel quadro del Cri-
velli esistente nel museo di Berlino compaia a fianco
della Vergine in trono un santo francescano dai li-
neamenti identici a quelli delle tre figure discusse.
Questo santo però, che sorregge la sacra ampolla col
sangue di Gesù si palesa senza dubbio da tale attributo
caratteristico, per san Giacomo della Marca; con tutta
certezza conclude dunque l’A. che anche le figure delle
gallerie del Louvre, del Vaticano e dell’Accademia di
Venezia offrono l’immagine del santo marchigiano.

— Pag. 181.

L. Beltrami : Castiglione Olona. — È un breve ca-
pitolo della Guida dì Varese recentemente edita. Pa-
recchie riproduzioni di monumenti di Castiglione ac-
compagnano lo scritto.

— Pag. 184.

Enrico di Geymuller pubblica alcune osservazioni
relative al disegno per la facciata di San Lorenzo della
raccolta Bianconi, che il Beltrami assegnò alla mano
di Michelangelo. Anche il Geymuller, come già il Ferri,
non esita a riconoscervi invece la mano di Bastiano
da Sangallo e tale attribuzione accetta lo stesso Bel-
trami, il quale ritiene a ragione il disegno sempre
interessante per la storia della facciata di San Lorenzo.

— Pag. 186.

C. de Fabriczy ritiene che il passo del Summonte,
sul quale il Bernini fondò l’attribuzione del palazzo
della Cancelleria al miniatore Gaspare Romano, vada

L'Arte. V, 14.
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