L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 5.1902

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ARTE CONTEMPORANEA

Presso nessun altro paese d’Europa vi è stato certo negli ultimi venticinque anni un
più febbrile sviluppo dell’attività artistica e industriale di quello che si è avuto in Germania.
Da un lato, esso ha fatto capo alle più recenti esposizioni di Monaco, di Dresda e di Ber-
lino e a quelle due società di Secessionisti nelle quali è pur già palese il dualismo fra coloro
che si sforzano sopra tutto di rinnovare la tradizione germanica, come lo Stuck, il Von Hof-
mann e il Corinth, e quelli che mostrano di accogliere influenze straniere, sia quella degli
impressionisti francesi, come il Lichermann, sia quella dei paesisti di Glascow, come il Dill;
dall’altro lato il rigoglioso risorgimento del popolo germanico si è manifestato in quelle
larghe federazioni del lavoro, in quelle potentissime associazioni di capitali che all’industria
tedesca vanno lentamente preparando il primo posto su tutti i mercati.

Il movimento dei Secessionisti di Monaco e di Berlino si rispecchia a Torino nella
sezione della Germania indipendente, ma qui non si può ricercare il predominio di due o tre
tendenze.

Nel più largo campo dell’arte industriale tutte le aspirazioni possono affermarsi e dànno
ai due gruppi tedeschi una così straordinaria varietà di espressione che basterebbe da sola
ad attestare la vitalità artistica di tutto un popolo. Poiché, se alla sezione propriamente detta
della Germania fanno capo il Meden con i suoi bellissimi vasi e con le simpatiche e sempre
nuove applicazioni dello smalto, se il Lennhoff di Berlino ci offre notevoli campioni del-
l’arte del vetraio e il Brukmann di Heilbronn con la sua fontana di argento, bronzo e avorio,
modellata dall’Amberg su disegno del Rietli e simbolizzante la musica tedesca, più che un’alta
manifestazione di genialità riesce a darci la prova di una straordinaria virtuosità nell’ese-
cuzione impeccabile, alla mostra della Germania indipendente ci riconducono le bellissime
stoffe della Scherrobeck Schuie che tutto l’effetto cercano in una ingenuità di primitivi, che
non è ritorno alla barbarie, e nelle più varie combinazioni del colore.

E pertanto nel dualismo germanico non un accademico dibattito in cui le energie della
nazione si esauriscono miseramente, ma il segreto di una emulazione feconda, per cui tutte
le forze del popolo hanno campo di affermarsi e di mirare, per vie diverse, ad un unico
ideale di gloria e di grandezza.

Arduino Colasanti.
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