L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 5.1902

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ARTE DECORATIVA

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A. Basoli: Schizzo scenografico; acquerello
Proprietà della R. Accademia di belle arti in Bologna

che però talvolta mostrano ancora
i pargoleggiamenti dell’ infanzia,
l’autore procede à rilevare il pro-
gresso segnato dal Palladio, e dal
suo continuatore Scamozzi, nel tea-
tro Olimpico di Vicenza, il quale,
sebbene a scene fisse e murate,
segna il primo esempio grandioso
della vera ricchezza architettonica,
posta a servigio delle esigenze de-
corative sceniche, senza però en-
trare definitivamente nella sceno-
grafia propriamente detta. Questo
passaggio decisivo mancò pure nello
splendido palcoscenico del teatro
Farnese di Parma, giustamente ce-
lebrato per la totalità del concetto
architettonico, dalla scena alla sala
dell’udienza. Quivi però gli sfon-
dati di Lionello Spada e del Dentane prepararono le illusioni prospettiche, di cui il secolo xvn
doveva impadronirsi per trionfare sul palcoscenico.

Nel capitolo V l’autore illustra il periodo aureo della scenografia, durante il quale l’assetto
del palcoscenico fu trasformato radicalmente per le nuove esigenze delle produzioni. Scom-
parse le scene fisse e le parapettate, che dall’antichità ellenica erano state i capisaldi della
decorazione, si passò agli scenari mobili, la cui vista si succedeva rapidamente, mediante
meccanismi ingegnosi e complicati, ai quali diedero opera anche l’ingegno multiforme del
Bernini e Giacomo Torelli da Fano. E frattanto appare a fornire aiuti pittorici singolari il
gesuita padre Pozzo, notissimo divulgatore della prospettiva pratica per pittori e scenografi.

Con Ferdinando Bibiena ebbe principio la plurima e famosa famiglia di pittori scenici
e d’architetti teatrali sparsasi per l’Italia e l’Europa. Da questi artisti immaginosi, fecondi,
a traverso una falange di discepoli e di emuli si giunge al veneto G. B. Piranesi, poderoso

compositore, il quale, sebbene nato
in pieno periodo barocco, mostrò
di tendere soltanto alla grandiosità
classica, e quantunque poco ope-
rasse di pittura teatrale ebbe un’a-
zione vigorosissima d’ ispirazione
sopra gli altri, mercè la colluvie
delle incisioni da lui date alla luce.
Fra coloro che risentirono tale
ascendente fu Pietro Gonzaga, chia-
mato il riformatore della tecnica
pittorica delle scene. Questa, prima
di lui, era caratterizzata dalla grande
accuratezza, dall’abbondanza delle
mezze tinte, dalla povertà del colo-
rito e dall’abborrimento delle tona-
lità vigorose, probabilmente perchè
non altrimenti dipingevansi una
scena ed una parete di cortile, fin-
gente una fuga di edifizì alla chiara

F. Cocchi : Bozzetto scenografico acquerellato
Proprietà della R. Accademia di belle arti in Bologna
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