L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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ALESSANDRO ZAZZARETTA

cernente: «se ne morì l'istesso dì che nacque». Il Quatremère de Quincy 1 gira largo
dicendo che nacque nel 1483; ma poi in fine, parlando della morte, dice che morì il
7 (!) aprile Venerdì Santo, « il quale era stato pure il giorno della sua nascita ».

Seguaci della seconda ipotesi sono: il Chigi, più tardi Alessandro VII: 2 « mortuus
est die vi aprilis, eadem qua natus erat », il Passavant,' il Crowe e Cavalcaseli.4 Anche
Muzio Oddi, architetto urbinate, nell'epigrafe fatta affiggere sulla casa di Raffaello
verso la metà del sec. XVII,5 egualmente dice: « Natus est octavo idus aprilis».

Naturalmente tutti i seguaci della prima ipotesi si trovano di fronte all'epitaffio del
Bembo, che, nella sua interpetrazione più logica, contraddice alla loro opinione. Ve-
diamo come se ne liberano: il Guasti,6 dice che non può menar buona l'opinione del
Passavant (6 aprile) « perchè il Vasari lo fa troppo chiaramente nato e morto il Venerdì
Santo ».

Il Milanesi 7 e il Calzini s pongono senz'altro la data al 28 marzo, giurando dunque
in verbo magistrì. Il Muntz 9 dice che accetta questa data perchè le famiglie, nel com-
putare l'anno, tenevano più conto di un giorno memorabile come il Venerdì Santo, che
della data del mese. Affermazione gratuita e senza fondamento.

Il Pungileoni '° dice che ai trentasette anni « interi » determinati dal Bembo, si sa-
rebbe potuto aggiungere « DIES Vili ».

Esaminiamo il valore dei due capisaldi da cui scaturiscono le due ipotesi.

Da una parte il Vasari che scrive parecchi anni dopo la morte di Raffaello, e va in
cerca di storielle meravigliose di cui arricchire la vita dei suei artisti; dall'altra il Bembo,
segretario di Leone X, futuro Cardinale della Chiesa," amico di Raffaello e dotto uma-
nista, che, chiamato a incidere sul marmo la memoria dell'artista divino, scrive:

VIXIT ANNOS XXXVII INTEGER INTEGROS
QUO DIE NATUS EST, EO ESSE DESI IT
Vili IDUS APRILIS

Ora se il Bembo, che certo conosce bene le date, si fosse voluto riferire alla corri-
spondenza del Venerdì Santo, l'avrebbe certo, egli prelato, fatto vedere più chiaramente,
aggiungendovi almeno quei DIES Vili voluti dal Pungileoni, invece che determinare
37 anni precisi, INTEGROS: poiché occorre notare che la maggior parte di coloro che
accettano la data del 28 marzo, sono attratti dalla leggenda del Venerdì Santo: « Troppo

1 Quatremère de Quincy, Histoire de la vie
et des ouvrages de Raphael. Orno d'un portrait,
par Q. de Q. Paris, Ch. Josselin, 1824, pag. 1.

2 Chigi Fabio, Chigiae jamiliae commentarli.
Manoscritto della Bibl. Chigiana, pubblicato a
cura della Società Romana di Storia Patria. Fr.
Vigo, Roma, 1881, voi. [I. V. estratto, pag. 30.
(Cfr. anche Crowe e Cavalcaselle, Raffaello,
voi. II, pag. 227). Il manoscritto che ha 182 pa-
gine, numerate sul solo retto, è in-folio; fu comin-
ciato dal Chigi nel 1618, a venti anni di età, e
finito nel 1630. Il Chigi fu innalzato all'onore della
tiara nel 1655, col nome di Alessandro VII, e
morì nel 1667. Nel manoscritto si parla anche,
come di opera raffaellesca, della Fomarina Bar-
berini, avente intorno al braccio sinistro una fa-
scetta che porta il nome: « Raphael Urbinas ».

3 Op. cit., voi. f, pag. 33.

•* G. B. Cavalcaselle e I. A. Crowe, Raffaello,
la sua vita e le sue opere. Firenze, Succ. Le Mou-
nier, 1884-91, voi. I, pag. 1(1.

5 L'Oddi comprò la casa di Raffaello da Giro-
lamo Rodolfo di Fossombrone nel 1635 e la tenne
fino al 1703 (Cfr. Passavant, op. cit., ed. cit.,
voi. I, pag. 278).

6 Passavant, op. cit., ed. cit., voi. I, nota a
pag- 33-

7 Vasari, Le Vite, ed. cit., voi. IV, pag. 316.
V. anche in fine della biografia di Raffaello, nello
specchio cronologico della Vita.

8 Vasari, Vita di Raffaello, ed. cit., V. Introdu-
zione del Calzini, pag. 6.

9 Muntz, op. cit., V. nota a pag. 8.

10 Pungileoni, op. cit., V. nota a pag. 2.

11 II Bembo fu eletto Cardinale nel 1530.
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