L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

Ili. - Arte romanica.

59. Mitchell (H. P.). Some enamels of the
School of Godefroid de Claire. (Buri. Mag., gennaio

1<)20).

Seguitando l'illustrazione degli smalti della Scuola di
Godefroid de Claire (vedi Boll, prec.), esamina la corona
lucis di Federico Barbarossa a Aix-la-Chapelle, opera di
Wlberti artista della stessa scuola Mosana cui appartenne
Godefroid de Claire. Relazioni con Wibert presentano anche
gli smalti a champlevé della legatura degli evangeli del Ve-
scovo Notger a Liegi (Libreria deE? Università). Altre deri-
vazioni della scuola Mosana appaiono in una legatura della
Rylands Library a Manchester.

IV. - Arte gotica.

00. Marle (van Haimoxd). Sculture in legno
italiane del secolo XIII in Olanda. (Pass, d'arte,
settembre-dicembre 1919).

Sono nel Museo van Stolk ad Harlem, raccolta che com-
prende essenzialmente cpere del periodo gotico del Nord
d'Europa, ma che. come dimostra il van Marle, non manca
di esempi italiani, quali il Crocefisso rivestito di tela policro-
mata, verso la metà del sec. xm, Le quattro tavolette scol-
pite ih rilievo e policromate rappres. i Re Magi, una Santa
Regina, S. Elena, un Santo Eremita; e, anche più importanti,
le quattro statue lignee di grandezza naturale che formano
nell'insieme una Discesa dalla Croce, da confrontarsi coi
gruppi simili di Tivoli e Volterra; sono probabilmente d'arte
toscana verso la fire del '200.

61. Siren (Osvald). A greal contemporary of
Giotto. II. (Buri. Mag., gennaio 1920).

Segue nel suo studio (vedi Boll, preeed.), cercando di
corroborare l'ipotesi avanzata ari he dal Venturi, clic il
maestro della Santa Cecilia non sia altri che Buonamicn
Buffalmacco.

A questo scopo parte dall'esame della Madonna della
Collezione Fonie, proveniente dalla Badia di Settimo, dove
Buffalmacco dipinse, Madonna che già il proprietario attri-
buiva a quell'artista. Il Sirèn Conclude trattarsi di opera
primitiva del maestro della Santa Cecilia, e in tal CASO m a
probabilità si aggiungi' all'identificazione di questo maestro
con Buffalmacco. Bassa poi a ricordare le fonti Che ci
parlano dell'artista: Boccaccio, Sacchetti, Ghiberti, Billi.
La Vita del l'asari ha pochissima importanza e i! Sirèn rim-
provera al Bacci di averla fedelmente creduta, dacché gli
affreschi scoperti nella Badia di Firenze, sebbene citati dal
Vasari come opera di Buffalmacco, sono senza dubbio di

un pittore assai più tardo, verso la metà del '306. .11 Sirèn,
nel sue: Giotto ed alcuni dei suoi seguaci, li attribuì al fratello
dcirOrcagna, Nardo di Cione.

Le date approssimative della vita di Buffalmacco vanno
poste circa il 1262-72 e il 1340, giusta il Ghiberti e il Vasari.

Purtroppo, l'unica decorazione a fresco di Buffalmacco
citata dal Ghiberti, quella della Badia di Settimo, con le
Sttirie di San Giacomo, e troppo rovinata per poter servire
alla risoluzione dell'importante problema.

62. Siren (Osvald). Lorenzo di Niccolò. (Buri.
Mag.. febbraio 1920).

Illustra per la prima volta una delle più belle opere di
Lorenzo di Niccolò: il San Giovanni Gualberto col nemico di-
nanzi al Crocefisso, nella collezione Wyer a Worcester (U. S.
A.). L'attribuzione è sicura di sul confronto con gli altari
firmati di San Gimignano (l'ai. Comunale) e di Cortona
(San Domenico).

Lorenzo di Niccolò di Pietro Gerini, dovette nascere verso
il 1374, se nel '92 aiutava già il padre a dipingere freschi in
San Francesco a Pisa. Nel 1400 lavorava con Spinello Are-
tino ed il padre all'altare di Santa Felicita (Coronazione
della Vergine e quattro Santi) ora all'Accademia di Firenze.

Nel 1402 dipinse per San Marco l'altare che nel 1440 tu
trasferito a San Domenico di Cortona. L'ultima notizia è
del 14 11.

Artisticamente Lorenzo ili Niccolò rimane fedelissimo
alle tradizioni del 'joa, ereditate da Àgnolo Gaddi, da Spi-
nello e dal padre. L'orse venne più tardi a contatto con Lo-
renzo Monaco, senza tuttavia diventargli debitóre al punto
<li Mariotto di Nardo o Andrea di Giusto ai quali, estetica-
mente, è del resto superiore.

Senza aver mai prodotto ridia di grande, egli è tuttavia
una buona dimostrazione di quanto possa essere utile un
salido tirocinio sulle basi di una solida tradizione stilistica
Uno de' suoi migliori risultati è il frammento di due santi
nella Collezione Mason Perkins, probabilmente alquanto
più tardi del San Giovanni Gualberto della Collezione Wver.

Il Sirèn aggiunge in appendice un catalogo preliminare
delle opere di Lorenzo di NiccclA.

63. YVii.KiNS (Ernest H.). Foliated initials by
Don Simone 0/ Siena. (Art in America, dicembre
1919).

Dal confronto con alcune miniature di D(;n Simone da
Siena, monaco camaldolese, già pubblicate dal D'Ancona,
il Wilkins attribuisce allo stesso autore le decorazioni mi-
niate in una Genealogia Deorum de] Boccaccio, donata re-
centemente ali1 Università di Chicago.
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