L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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SULLA DATA DELLA NASCITA DI RAFFAELLO

(PEL IV CENTENARIO DELLA SUA MORTE)

Quando Edoardo Scarfoglio, intervenendo nella dibattutissima questione sulla data
da assegnarsi alla nascita di Raffaello, gridò allo scandalo e alla bancarotta della cul-
tura italiana, incapace di risolvere una questione così semplice, l'acre ed eccessiva ram-
pogna non pose fine alla discussione.

Così il campo seguitò ad essere diviso fra le due opinioni avverse, una, la più se-
guita, che pone quella data al 28 marzo, l'altra che la vuole al 6 aprile 1483.

Se una discrepanza così lieve poco o nulla può pregiudicare allo studio dell'artista,
mi sembra però non inutile tentarne una soluzione definitiva, poiché tutta la vita del-
l'Urbinate, per la scarsezza di documenti diretti e sicuri, è ravvolta in un velo di leg-
gende e tradizioni più o meno romantiche, da cui è necessario trarla fuori a brano a
brano, come i rottami di un naufragio. Già grandi passi ha fatto la critica su questa strada,
specie per opera di Adolfo Venturi,1 e poche questioni insolute si offrono ormai allo
studioso della biografìa raffaellesca: questa è una delle poche.

Vediamo se alla questione tanto e tanto inutilmente dibattuta ci è dato portare un
contributo proficuo: esaminiamola quindi brevemente, e vediamo l'origine delle due
opinioni.

La prima, la più accettata, che lo afferma nato il Venerdì Santo 28 marzo 1483, fa
capo al Vasari: « Nacque adunque Raffaello in Urbino — racconta egli — l'anno 1483
in Venerdì Santo, a ore tre di notte » e in fine: « Finì il corso della sua vita il giorno
medesimo che nacque ».

La seconda, che porta la nascita al 6 aprile dello stesso anno, viene detratta dal-
l'epitaffio del Bembo, che, parlando della morte avvenuta il Venerdì Santo 6 aprile 1520,
la dice avvenuta nello stesso giorno in cui nacque, senza specificare se voglia intendere

10 stesso giorno del mese (6 aprile) o della settimana (venerdì). Segue la prima opinione

11 Muntz,2 il Guasti,3 il Milanesi,4 il Pungileoni ! e il Calzini.6 Il Fórnari7 dice sempli-

1 li completa e sta già uscendo per le stampe
una sua poderosa monografia su Raffaello, in cui
riesamina ab imis fundamentis la vita e l'opera
dell'Urbinate, gettando fasci di luce nuova sia
sulla prima che, e specialmente, sulla seconda.

Sarà il più degno monumento che gli si potesse
innalzare pel IV centenario della sua morte; e
l'ultima parola sopra un Grande Italiano sarà
stata detta, una volta tanto, da un italiano.

2 Muntz Eugène, Raphael, sa vie, son oeuvre
et son temps. Paris, Hachettc, 1900, pag. 8.

5 I. D. Passavant, Raffaello da Urbino e il padre
suo Giovanni Santi. Tradotta, corredata di note
e di una notizia biografica dell'autore da Gae-
tano Guasti. Firenze, Succ. Le Monnier, 1882-91.

4 G. Vasari, Le vite, ecc. Con nuove annota-
zioni e commenti di Gaetano Milanesi. Firenze
G. C. Sansoni, 1878-85.

5 P. Luigi Pungileoni, Elogio storico di Raf-
faello Santi, Urbino, Vinc. Guerrini, 1829, pag. 2.

6 Vasari, Vita di Raffaello da Urbino, pittore e
architetto. Con una introduzione, note e biblio-
grafia di Egidio Calzini. Firenze, R. Bemporad
e Figlio, 1911.

1 Fórnari Simone, La sposizione di M. S.
Fórnari de Rheggio, sopra l'n Orlando Furioso » di
M. L. A. L. Torrentino, 1549. V. pag. 509: « Ulti-
mamente... se ne morì (Raffaello) l'istesso dì che
nacque». Cfr. anche Pungileoni, op, cit., pag. 261.
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