L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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MAR [A KRASCENINNIKO VA

data stabilita in base alle ultime ricerche archi-
vistiche.1

La prima medaglia per ordine cronologico, ese-
guita dal Pisanello, fu quella di Giovanni Paleologo
(data 1438?). Il foglio n. 72 della Collezione Val-
lardi contiene vari studi preparatori per la meda-
glia di Giovanni Paleologo, eseguiti a penna (fig. 6).
A destra si vede la figura di un condottiere seduto
sul cavallo che allarga le zampe piantandosi ferma-
mente sul terreno, in un atteggiamento più vivace,
pronto, istantaneo di quello che gli è dato nel ro-
vescio della medaglia. 11 condottiere porta il cap-
pello alla grecanica ed ha evidente somiglianza con
il ritratto del Paleologo nel diritto della medaglia.
A sinistra la medesima figura sta in piedi in atto
di sollevare il lembo del proprio mantello. Ancora
due figure sono studiate sullo stesso foglio: una
di tre quarti a sinistra, l'altra da tergo: ambedue
vestono ricco mantello con bavero di pelliccia e
portano un altissimo cappello orientale. Accanto
alla figura vista da tergo è disegnata, a tratti di
vaporosa delicatezza, la testa del cavallo con occhi
tristi e rassegnati, criniera svolazzante, orecchi
tesi in atto di aspettativa. Vi sono, sullo stesso
foglio, vari schizzi ornamentali e anche un sag-
gio elegantissimo di iscrizione in grandi caratteri
orientali.2

Studio per la medesima medaglia (C. V., 71).
Due teste, una volta di profilo, l'altra di faccia,
ricoperte da cappelli orientali col bordo alto, rove-
sciato. Una figura dritta in piedi, di profilo, av-
volta in ampio manto con lunghe maniche svolaz-
zanti. Uno schizzo leggero, appena discernibile,
di cavalieri, uguale a quello già visto nel prece-
dente disegno e simile al rovescio della medagliai
Il tratto ondeggiante, arricciato, la mirabile vita
impressa ai tessuti, la squisita, suggestiva inter-

1 Biadego, Pisanus pictor, 1908; Biscaro, Pisanus
pictor, 1911.

2 Questi disegni dovevano, secondo una prima inten-
zione, essere tradotti in pittura, come provano minutissime
note di colore tracciate dal Pisanello nel foglio:

« el rovesso dei vesti rosso

« el chapelo turchino fodrado de panno deverzo
1 li stivalj de chuio ziallo smorto
« la guaina del larcho bizara e grenelossa
«con siquella de turcasse e de la simitarra
« la chapelo de Imperatore sie bianco dessovra e rovesso
sotto profilo datorno nero la zugia verde de calmosisco
e la gona de sovra cermesin verde la facia palida la barba
negra chapely ciglie sinùlj hochy grigy tra in verde e chine
le spale picholo di persona ».

' L'anno 1438. Medaglia di Giovanni VII, imperatore eli
Costantinopoli (British Museum). Diritto: busto dell'im-
peratore, con il cappello alla grecanica. Rovescio: L'im-
peratore a cavallo volto a destra verso una rroce.

prefazione dei costumi orientali affermano l'au-
tenticità di questo disegno, come lo sguardo scin-
tillante degli occhi incastonati profondamente
nelle orbite.

Studio per la medaglia di Niccolò Piccinino. 11
condottiere è ritratto a mezzo busto, nello stesso
atteggiamento della medaglia. Tutto, in questo
disegno, costrutto in base a inquadratura esatta
di linee orizzontali e verticali, è subordinato
allo scopo medaglistico. Il berretto floscio ingu-
scia la testa, tagliando la fronte e la nuca con
una netta linea orizzontale; l'orecchio, compresso,
prende contorni squadrati; la spazzola dei corti
capelli forma un angolo acuto col bordo del ber-
retto. Lo sguardo freddo e penetrante del duce
scruta l'orizzonte; il profilo si delinea nettamente
sul fondo chiaro del foglio con precisione sche-
matica di stretto carattere medaglistico. 11 tratto
leggero di lapis sottolinea i passaggi insensibili dal-
l'ombra alla luce. Sul disegno, Niccolò Piccinino è
raffigurato colla testa maggiormente inclinata che
nella medaglia.1

Il foglio 23 (fig. 7) contiene un finissimo stu-
dio per la medaglia di Filippo Maria Visconti,
eseguito a lapis, con sfumature di stupefacente
leggerezza, contorni netti, precisi, sottili. La testa.,
il collo e parte del busto si profilano sul fondo gri-
giastro, inquadrati robustamente, sebbene ap-
pena segnati, tanto è leggero il tratto di lapis.
Lo sguardo fisso si tende, acuto c glaciale a un
tempo. I^a bocca è stirata e chiusa da una sottile
espressione di ironia e di volontà inflessibile. Il
rilievo insensibile della forma tenue e trasparente
è graduato con magnifica precisione di passaggi.2

Delicatissimo disegno a lapis di un condottiere
a cavallo, visto da tergo (C. V., 180). La figura
robusta e vigorosa del cavaliere si salda, si fonde
con la mole massiccia dell'enorme cavallo. Ogni
minimo dettaglio è condotto con mirabile finezza
e precisione: i pezzi dell'armatura forbita, i piedi
forti e muscolosi del cavallo, i ferri, le bardature;
mala minuzia paziente, amorosa, del segno leggiero
nulla toglie all'impressionante e quasi monumentale
solidità dell'insieme. Il disegno ricorda due motivi
simili nel rovescio della medaglia di Giovanni Paleo-

1 II dritto della medaglia raffigura il mezzo busto del
condottiere. Sul rovescio è il grifo perugino allattante
Braccio e Nicolò. La data dell'opera è probabilmente il
1439, poiché il Pisanello si trovava in quell'anno al seguito
del Gonzaga e del Piccinino, nella presa di Verona.

2 La medaglia, che nel rovescio rappresenta il duca in
arme a eavallo, risale con probabilità al 1440, dopo la fuga
del Pisanello da Venezia (20 novembre 1739) a Milano (V.
Girolamo Biscaro, Milano, 1911: Pisanus pietnr alla corte
di F. M. Visconti).
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