L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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MARIA KRASCENINNIKOVA

Studio di tre figure (C. V., 28); con ombre sgra-
nate, vellutate, che si diffondono attorno, for-
mando atmosfera nebulosa al gruppo stretto in
misterioso colloquio. La figura a destra, un vecchio
incappucciato con capelli e barba ricciuti, ricorda
lontanamente il S. Antonio abate del quadro di
Londra, anche per il panneggiamento intricato, il
peso del manto sulle robuste spalle. In una copia
dall'originale studio del Pisanello per i Santi An-
tonio e Giorgio, la figura del primo santo offre
pure palesi riscontri col nostro disegno. Non si
tratta certamente di uno studio per il Santo An-
tonio abate; ci limitiamo a notare la somiglianza
del panneggio e del burbero ombrato profilo.

(".li abbigliamenti, delizia del pittore anche nei
disegni già studiati, sono oggetto principale di tutta
una serie di fagli, nei quali il Pisanello mirabilmente
spiega le sue qualità di osservazione sottile e acuta
del particolare, la ricca vena della sua fantasia crea-
trice, il suo amore di lineari eleganze, di contorni
sinuosi e ondati. Gli angoli acuti si trasformano
in curve; la linea evita sempre ogni stridente
intersezione e segue ogni piega dei panneggia-
menti; si rivela in tutta la sua potenza e finezza
nel descrivere la caduta di una veste a strascico,
come già, nello studio per la, medaglia di Cecilia
Gonzaga, la caduta del mantello soffice di una
capra.

Le linee si svolgono facilmente; dal fondo sor-
gono 1 tenui svolazzi, le sinuosità leggere senza
brusche interruzioni. Le pieghe non formano ag-
glomeramenti, non si aggrovigliano pesantemente,
ma continuano il loro correre moderato, melodico.
Mai Pisanello ricorre all'incrocio dei tratti; dove oc-
corrono ombre infittisce i segni tracciati nella stessa
dil ezione, cosi da creare uno sfumato talvolta quasi
leonardesco. Compare il disegnatore veronese ap-
passionato della linea, nel contorno che circo-
scrive e avvolge col suo morbido e libero svolazzo le
figure femminili, e i lunghi strascichi delle vesti, se-
guendo ovunque in una corsa armonica e indetermi-
nata la loro silhouette. La penna si ferma solo dove
l'intersezione delle linee può dar pretesto a for-
mare una superficie ombrata. 11 contorno segue i
fini svolazzi, di modo che ogni tonalità, ogni morbi-
dezza si ottengono mediante tenuissime sfumature.

Non ci fermiamo qui sui preziosi disegni ap-
partenenti alle collezioni di Chantilly e di Bavonne,
indimenticabili per effetto coloristico, luminosità
trasparente di tessuti, eleganza di lunati contorni,
fantastica pompa, che veste le flessibili figure, sot-
tilmente profilate, di vividi fiori e di piume iri-
descenti.

Nella Collezione Vallardi si trovano pure disegni
di costume, evidentemente pisanelhani, ma non
paragonabili ai precedenti.

Un disegno di busto femminile si vede, appena
abbozzato, nel foglio n. 4 della raccolta Vallardi,
insieme con una balaustra e uno studio di mantello,
tutto pisanelliano, piumoso, contornato da una
larga orlatura di pelliccia soffice. 11 segno morbido,
trasparente, traccia con sicurezza i contorni della
figura, delineando il torso e le spalle robuste del
cavaliere.

Studio di mantello piumoso (C. V., 14), eseguito
a rapidi tratti di penna su carta rossa. Il segno,
frastagliato a sega, circoscrive nervosamente ogni
penna facendo assomigliare il manto al piumaggio
di un uccello fantastico.

Studi diversi (C. V., 77), assai elementari: una
Madonna, con bambino, due cavalieri, mossi ra-
pidamente sulle gambe svelte é fini, vestiti da
ricchi mantelli orlati di pelliccia. Lo schizzo di
uno scudo e alcuni ornati completano la serie
svariata degli studi raccolti in questo foglio.

Studi a penna di vari oggetti: cimieri, candelieri
(C. V., 109). Il segno a virgola e lo svolazzo ardito
di due cimieri, l'esecuzione agile, minuta,' vivacis-
sima dei dettagli, non lasciano dubbi sull'attribu-
zione al Pisanello.

Studio a lapis della testa di un fanciullo con occhi
aperti estaticamente (C. V., 204). Nulla dimostra
che (piesto strano disegno sia lavoro del Pisanello;
ma nel centro del foglio, sotto il mento del giovi-
netto, si lancia a galoppo sfrenato, con foga esa-
sperata, un cavallo, appena visibile, tracciato da
segno leggero e vaporoso. E uno studio mirabile
per lo slancio fulmineo della corsa e per il travol-
gente movimento colto a volo.

Studi vari (C. V., 74): in alto uno schizzo a penna,
forse per gli affreschi nel palazzo ducale di Venezia:
la facciata di San Marco si disegna con le sue innu-
merevoli cupole. Dinanzi alla facciata, in primo
piano, grandeggia il pontefice, coronato da mitra e
avvolto da ricco, pesante mantello; di fronte a
lui si libra sui piedi, la svelta, slanciata figurina del
solito cavaliere pisanelliano in giubba orlata di
pelliccia. Sono fini le proporzioni della figuretta ;
piena di grazia la linea sinuosa del contorno.
La stessa mano rapida e sapiente segna nel
basso varie facce di vecchi sbuffanti. Un vecchio,
col cappello moscio a tre piani, fuma la pipa, gon-
fiando le guance. Il berretto floscio e cascante,
l'occhio fisso e sagace, l'enorme orecchio accartoc-
ciato, le guance enfiate e la fronte crespa dànno alla
figura accenti caricaturali. L'altra testa, di profilo,
ha il taglio esatto, medaglistico del Pisanello;
l'espressione profonda, meditabonda dello sguardo
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