L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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STEFANO DI ANTONIO DI VANNI DA FIRENZI:

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Le indagini compiute per giungere alla soluzione del problema non ci hanno dato
resultati soddisfacenti, ma neppure del tutto inutili esse sono state. Detti già notizia
come nella prima metà del sec. xv si trovasse in Volterra un pittore fiorentino, non
ricordato da alcun scrittore di storia volterrana, e che esso eseguisse vari lavori per il
Comune, fra i quali il restauro della parte centrale dell'affresco nella sala del Consiglio
del palazzo dei Priori, eseguito nel 1383 da Iacopo Orcagna e da Niccolò Lamberti.

Era questi Stefano di Antonio di Vanni di Firenze, al quale il 21 agosto 1441, il
camarlingo del Comune di Volterra pagava:

« Magistro Stefano pictori de Florentia, prò pictura sferae horologij, et prò refectione
« Virginis Mariae Sancti Taviani in sala consilii dominorum priorum, prò coloribus et
prò « omnia alia res in dicto palatio facta, in totis, libras 131 denariorum ».'

Dopo questo pagamento non abbiamo incontrato maestro Stefano in Volterra, se
non dopo un lungo periodo di anni. Il 29 luglio 1457 i priori volterrani deliberarono
« quod libras duecentos de denariis attributis tabulae Sancti Michaelis, de capsa extra-
« hantur et solvantur prò camerario camerae Comunis ser Petro de Caffaretiis et Meo
« Iusti operariis dictae Eclesiae et tabullae prò solvendo Magistro Stephano Antoni]
« pictori ».J

Il pittore fiorentino aveva dunque lavorato per la chiesa di S. Michele e veramente
in quell'anno egli trovavasi nella nostra città. Il 5 dicembre 1457 infatti, Bernardo Della
Rena da Firenze, abate del monastero di S. Giusto di Volterra locava a Nanni di Salva-
dorè da Montecchio, abitante nella contrada di S. Giusto, due case con orto poste nella
detta contrada e di proprietà della Badia dei Camaldolensi e a quell'atto, rogato nella
Badia medesima, nella saletta dell'abate, interveniva in qualità di teste, Maestro Ste-
fano di Antonio pittore.'

È certo dunque che il pittore fiorentino fosse in Volterra e non è azzardato ritenere
che compisse dei lavori nella splendida badia, ora distrutta, che l'abate della Rena
ricordato abbellì e curò.

Ed anche nel seguente anno 1458 Stefano era in Volterra, perchè il 25 aprile intervenne
quale teste in un atto di locazione fatto dal Vescovo a Emanuello di Buonaventura ebreo.4

La questione della tavola di S. Michele, non era però terminata e poiché essa era
costata molti danari e gli operai della chiesa si trovavano in condizioni finanziarie tali
da non poter fare fronte agli impegni, essi, il 30 ottobre 1458, ed erano essi Piero di Giusto
di Taviano e Giannello di Ottaviano di Giannello, ricorrevano al Comune esponendo
« quod jam plures annos locaverunt tabulam dictae Eclesiae Magistro Stefano pictori deFlo-
« rentia, qua tabula, ut delata fide inspici potest est ornatissima, pulcherrima et magnae
« impensae, ad ipsam fulcendam de fine dictae operae dederunt operae dictae eclesiae libras
« centum nonaginta sex, suplicant quod de dono et gratia speciali, placeat providere
« quod dictae operae eclesiae mutuentur usque in summam librarum predictarum resti-
fi tuendarum de primis intratibus dictae operae eclesiae dicto comuni Vulterrarum ». >

I priori, discussa la richiesta, con 63 voti favorevoli e 7 contrari, accolsero la domanda
degli operai di S. Michele, ma la somma non fu versata in una sola rata, perchè il 25 set-
tembre 1459, i priori stessi deliberavano « quod trahantur de capsa-residuorum canovae
« et dent operariis Sancti Michaelis, qui solvant Magistro Stefano pictore, libras nona-
« ginta sex denariorum ».6

1 Cfr. in questa Rivista, anno 1919, il mio scritto:
L'affresco di I. Orcagna e di N. Lamberti nel Pa-
lazzo dei Priori di Volterra, e Arci). Stor. comunale
di Volterra, filza A, nera 40, c. 77.

2 Arch. cit., filza A, nera 45, c. 17 t.

3 Biblioteca Guàrnacci, Volterra: ci Imbrevia-

ture di Ser Antonio Tignoselli », c. 8.

+ Bibliot. cit.: » Imbrev. di Ser A. Tignoselli ».

5 Arch. Stor. comunale di Volterra, filza A,
nera 45, c. 47.

6 Arch. cit., filza A, nera 45, c. 87.

L'Arte. XXIII, 4-
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