L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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LA " LEDA „ DI LEONARDO DA VINCI

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Riassumiamo brevemente le poche notizie che si hanno della prima delle due compo-
sizioni. Il primo a farne parola è l'Anonimo Magliabechiano: « Dipinse anchora un San
Giovanni et anchora una Leda, dipinse Adamo et Eva d'acquarello hoggi in casa Messer
Ottaviano»,1 dove le parole una Leda, che appaiono dallo stesso scrittore poi cancellate,
fanno supporre che questi avesse soltanto notizia vaga della composizione leonardesca,
e questa può esser la causa per cui il Vasari non la ricorda neanche di sfuggita, mentre
il Lomazzo ne parla di proposito in due opere sue: « Così gl'antichi volevano che l'atto

Fig. i — Roma - Galleria Borghese.

della vergogna fosse l'abbassar gl'occhi... et Leonardo Vinci l'osservò facendo Leda
tutta ignuda col cigno in grembo, che vergognosamente abbassa gl'occhi ».J E ancora:
«Il che chi desidera di veder nella pittura, miri l'opere finite (benché siano poche) di

non può attribuirsi ad un'epoca posteriore al 1.505- Walde che Leonardo lavorasse a due diverse com-

1506 (cfr. Gronau, Aus Raphael florentiner Tagen, posizioni della Leda stante, l'ima tra il 1501-1506

Berlino, 1902,p. 29). Il von Seidlitz, che lo attri- a Firenze e l'altra tra il 1516-1519 in Francia,
huisce invece al Sodoma, lo dice fatto non prima 1 Cod. Magliab. XVII, 17 (c. 91). Vedi l'cdiz.

del 1508 a Milano (v. op. cit., voi. II, p. 120). Co- curata dal Frey, pag. ni e 369.
munque. non è ammissibile credere col Mùller- 2 J rattato dell'arte della pittura, 1.584, pag. 164.
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