L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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MARIA KRA SCENINNIKOVA

parte, lo studio per un quadro è una fase dell'opera,
e non richiede quindi l'assoluta rassomiglianza

con essa.

Un cavallo sellato, e nel basso una quaglia
(C. V., 193). Tratto rapido, energico, pieno di
vita in ambedue i disegni. Il cavallo appare forte
e m iscoloso, ed è modellato da segni più rapidi
di quelli veduti nei precedenti studi, vibranti nel
loro correre a vortici, ad archi concentrici, a
sprizzi oscillanti, a fili tremuli. Le nari fremono,
i peli del muso oscillano mossi dal respiro. La
quaglia è sorpresa nell'atteggiamento immediato,
spontaneo del passo, s'appoggia sopra una zam-
pina e alza la seconda; l'occhio tondo e vivo, ti-
picamente pisanelliano, guarda con malizia.

Tra i più rari disegni del Pisanello è uno
studio di mucche, eseguito a punta d'argento
(C. V., 195). Gli animali giacciono sul terreno in
atteggiamenti diversi. Una, voltata da tergo, si
sdraia poggiando pesantemente a terra la mole
del suo corpo e stendendo un piede. Il pittore ar-
riva a tradurre, mediante la punta d'argento,
il peso della massa carnosa, la levigatezza della
p^Ue, il pigro abbassarsi degli orecchi, la turgi-
dezza dell'addome e il fine solco lunato della
spina dorsale. L'occhio tondo guarda dinanzi a
sè con gravità maestosa.

Mirabile pure lo studio della mucca volta di
faccia. Il segno tenuissimo, quasi invisibile, fissa
il carattere tipico dell'animale negli occhi tondi,
nelle grevi orecchie, nel muso umido e molle, in
tutta l'espressione di gravità e di pensiero. La
terza mucca si abbatte sulle ginocchia e volge la
testa formando un enorme gomitolo: la posa,
difficilissima nella sua tensione, interpreta uno dei
più tipici movimenti bovini, mette in risalto la
gravità della massa che faticosamente si snoda,
e determina a un tempo un delizioso svolgimento
di serpeggianti volute.

Altro studio di mucca a punta d'argento (C. V.,
45 (fig. 1). L'espressione pigra, indolente del muso,
la forza elastica dei muscoli, la massa enorme
carnosa del corpo sono carpiti dal vero. La mucca
sta per alzarsi, sollevandosi a fatica. Delicatis-
simi tratti segnano l'orecchio, le venature della
testa massiccia, l'occhio languido. L'atteggia-
mento della mucca è talmente naturale, spontaneo,
immediato da non trovare uguali. Le mucche di
Leonardo sono più inerti e grossolane.

Due bovi in corsa aggiogati (C. V., 46). Espres-
sione di umile rassegnazione in ambedue, di abi-
tudine secolare a sottomettersi alla volontà umana.
Le nari sono trafitte da un anello di ferro; le teste
si rannicchiano strette entro il giogo. Il disegno
è eseguito a punta d'argento. I dettagli finissimi
fanno risaltare nettamente le costole, gli stinchi,

e l'enorme scapola in moto. Le gambe si piegano
penosamente a un passo stentato, affaticato. È
bellissima la parte inferiore della testa per la sua
espressione di ubbidienza e di mollezza. Anche
questo disegno, di intonazione veramente georgica,
è tra le più rare e delicate creazioni del Pisanello.

Studio di cammello che si curva per brucare
l'erba, eseguito a punta d'argento e ripassato a
penna (C. V., 130). L'esiguo contorno basta a
tradurre con pochi tratti risoluti il carattere e
il movimento dell'animale. La pelle, simile al
cuoio, più grossa in certi punti, è coperta da ce-
spuglietti di pelo, la testa, disegnata finemente
con il labbro inferiore pendulo, il collo arcuato,
sono interpretati dal vero con fedeltà scrupolosa.
Il lungo collo flessibile si curva, formando un arco
vivente, e tutta la figura si adagia in un atteggia-
mento molle e languido. Il segno pisanelliano si
arricchisce di svolazzi e sinuosità inaspettate, per
adattarsi all'oggetto raffigurato..

La cura sottile della superficie (C. V., 129) ap-
pare nel disegno ora citato, come in questo studio
di dromedario, dove ogni minimo particolare è
interpretato con minuzia e precisione. Il segno fa
sentire la morbidezza del ricco mantello lanoso
che avvolge la schiena gibbosa, il collo arcuato e
la piccola testa. Ad una ad una sono disegnate
le unghie, i fitti peli delle zampe ossute. Ed anche
qui il tipo dell'animale è colto con sicurezza pro-
digiosa nell'espressione umile e sottomessa degli
occhi. Il disegno è eseguito a lapis e a penna.

A questa serie di disegni dove il Pisanello cura
soprattutto la superficie appartiene il foglio 108
(C. V.), dove sono raffigurati conigli, cervi e un
uomo nudo seduto in atteggiamento di estrema
stanchezza. Sono riprodotti con cura i muscoli
fiacchi e deboli, la pelle floscia che quasi si stacca
dal muscolo. L'occhio malinconico e stanco, la
pelle rugosa del viso, la testa curva, le magre
braccia cascanti, l'abbandono del gracile corpo
e della finissima testa rivelano l'infinita potenza
dell'arte pisanelliana, interprete della vita nelle sue
vibrazioni più rapide come nei suoi rallentamenti.

Studio a lapis di asino (C. V., 121). La figura
è eseguita a tratto tenero e sfumato.

Lepre fuggente (C. V., 84). Studio a penna e
acquerello. La lepre, colta in atto di fuga preci-
pitosa, stende le zampe posteriori, allungando le
anteriori. Gli orecchi si drizzano regolando la corsa
a guisa di vele, il piccolo occhio ottuso guarda
fissamente, il naso schiacciato ha l'aria di annu-
sare. Con preziosa finezza è interpretato il pelo
morbido, lieve, piumoso sulle tempie e sulla nuca,
sulla breve coda simile a un fiocco, la cartilagine
sensitiva delle lunghe orecchie, la trasparenza
vitrea dell'occhio,
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