L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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MARIA KRASCENINNIKOVA

puntiti. L'altra lucertola è presa mentre vien col-
pita nella bocca da un'arme ag zza o da un ba-
stoncino. Si nota uguale finezza nell'esecuzione
delle squame, delle zampe, del corpo convulso e
della bocca squarciata nell'agonia spasmodica.

Tre studi sopra un foglio (C. V., 125). Studio di
capra accosciata con musetto affilato, svelte
corna, collo ad arco pieghevole, zampe agili, fini,
nervose. Piena di furberia e di agilità è l'altra figu-
rina di volpe volgentesi repentinamente alla
scimmia che si drizza e le afferra una zampa.
Straordinaria la vivacità degli sguardi che s'incro-
ciano e s'interrogano. Ambi gli animali sono
sorpresi nella loro espressione tipica; l'uno è pieno
di astuzia, di furberia, l'altro pronta a divagarsi
e a scherzare.

Studio di gatto (C. V., 205). I.a massa soffice del
corpo si stira con torpide vellutate ondulazioni.
Il muso si protende fra le zampe anteriori distese,
la sinuosa curva della coda completa l'atteggia-
mento elastico felino. Il musetto tozzo, gli occhi
trasparenti, chiari e selvaggi, esprimono malizia.
È tra gli studi più interessanti per la cura sottile
e intelligente della superficie, la lavorazione mi-
n-ita e microscopica della pelliccia; i chiari sof-
focati, lo sfi mato delle ombre interpretano non
solo le qualità esteriori del tessuto, ma il suo mo-
vimento, i suoi fremiti: le zampe distese scolorano
n Ila lvce con vellutate gradazioni. Accanto si
vede 1 no studio di bambino sorretto da una mano.
Il bimbo si protende stendendo le braccia e in-
crociando le gambe con mossa vivace, repentina,
instabile.

Tre teste di gatti pardi. Espressione di domata
ferocia e quasi di agonia. Segno preciso e netto a
virgola, rara vivacità dell'espressione.

Tre studi a lapis (C. V. 134) di teste di gatti con
occhi di fosforo e bocche convulse, tra foglie ar-
ricciate, arrotolate, contorte dall'arsura e dal
vento. L'esaltata vitalità delle forme trova ri-
scontri numerosissimi nei disegni del Pisanello.

Studio di gatto a punta d'argento (C. V., 133).
L'animale è sorpreso in un momento di attesa e
di spavento. Gli occhi guardano impauriti, la
zampa destra si protende in atto o di carpire
qualche cosa o di difendersi; il naso ottuso e schiac-
ciato, gli orecchi drizzati nervosamente comple-
tano l'espressione di ferocia e di rabbia.

Quattro schizzi a penna di topi (C. V. 198):
uno di essi colorito ad acquarello. L'artista non si
contenta di disegnare con scrupolosa minuzia i
lunghi baffi oscillanti e sensitivi che ombrano il
musetto, la coda carnosa, le brevi zampine tozze,
gli occhietti, piccini tra palpebre aperte a fessura,
i larghi orecchi a imbuto; ma studia i vari atteg-
giamenti dell'animale, che ora solleva l'aguzzo

musetto quasi a spiare un pericolo, ora striscia
ventre a terra, ora, come nel disegno a colori, sci-
vola lungo una curva, appuntando il musetto
trepido. 11 movimento guizzante e quasi vischioso
del topo è interpretato con prodigiosa esattezza.

Studi vari — cervi e galline faraone (C. V., 86).
Un cervo è sorpreso nella corsa; il corpo assume
atteggiamento svelto e slanciato; le gambe quasi
s'incrociano nella rapidità del movimento; la testa
indietreggia; le corna spiegano nei loro contorni
sinuosi tutta l'eleganza della falcata linea pisa-
nelliana. Un altro cervo allunga il collo flessibile
e bruca l'erba. Il terzo, dal piccolo occhio acuto
scintillante, si profila dietro il compagno. Due gal-
line faraone beccano; l'atteggiamento delle piccole
teste, che si protendono, si chinano, volgendosi,
in uno schizzo, di lato, dà ai contorni mirabile
grazia di curve; e solo i contorni sono curati, ma
dalla loro linea interrotta e leggiera si sprigiona
il movimento della forma.

Vari studi di cani, di sparvieri, di leonessa e di
gatto pardo (C. V., 110). È caratteristica l'espres-
sione di sopore e di stanchezza di cui è impregnata
la testa della leonessa: l'occhio è chiuso, l'angolo
della bocca è cadente. Il cane semisdraiato stira
le zampe anteriori e solleva la testa, come se un
rumore sospetto d'improvviso l'abbia destato dal
sonno, con espressione di allarme. Pochi tratti
energici esprimono la rapacità e la ferocia degli
occhi tondi e del curvo becco degli sparvieri.

Due schizzi di orso a lapis (C. V., 213). Con la
sua facoltà interpretativa il segno rende anche qui
le caratteristiche del mantello opulento, fitto e
lanoso, così morbido da sfioccarsi nella luce, e del
greve corpo deforme nel passo. I piccoli occhietti
tondi hanno espressione rapace e bonaria nello
stesso tempo.

L'attribuzione al Pisanello trova conferma, nel
segno morbido, trasparente e come vellutato,
e in quel non so che di spontaneo e di immediato
nell'atteggiamento dell'orso che si ripete in tutti
gli altri studi pisanelliani. Il disegno potrebbe es-
sere considerato in rapporto al quadretto londinese
di S. Eustacchio, dove si vede un piccolo batuf-
folo d'orso nella campagna montuosa popolata di
vari animali.

Studio di cervo (C. V., 85), col pelo breve e
fitto che si schiara intorno al tondo occhio dolce
e vellutato, le come profilate, come ramificazioni
di un albero fantastico, striate, nelle loro eleganti
volute, dal segno leggiero, che ne interpreta acu-
tamente la lucentezza ossea. Il resto del corpo è
appena abbozzato, ma il tenero contorno esprime
tutta l'agilità e la grazia dell'animale. Come il
precedente, questo disegno si può riferire al qua-
dretto di S. Eustacchio.
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