L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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CRITERI PAESISTICI DEL TINTORETTO

cato che non fosse puramente figurativo, e nel
campo figurativo, che non fosse luministico, come
s'atteggiò dinanzi all'empia visione d'un fusto ar-
boreo palesemente anteposto dall'artista al Cristo

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mise per fervido amor di pittoricismo, e che, di-
fendendo « il più arrischiato pittore del mondo »
dall'accusa di negligenza, nata quasi ancor prima
che il giovanetto Iacopo ponesse mano ai colori,

Fig. 5 —Venezia, Scuola di S. Rocco - Tintoretto : Pianto nell'orto — (Fot. Anderson)

portacroce; della sorella di Lazzaro, amata più che
il risorto e il Risorgente stesso; d'una riva di
fondo luminosamente preferita al Dio battezzando ?
Come giudicò la svalutazione d'ogni rispetto ico-
nografico, l'inversione d'ogni valore .tradizionale?

Fa critica non veneziana del Sei, Sette ed Otto-
cento, sincera quando biasima, malsincera quando
loda, ne dice — non la veneziana, che tutto am-

affermava sistematicamente dinanzi ai quadri di
S. Rocco, quel principio artistico del divisionismo,1
di cui, fuor di Venezia, Vasari e Lomazzo avevan
avuto malespressi sospetti.

Ma se abbiam discorso di questi notissimi quadri
della Scuola di S. Rocco è stato solo per poter

1 Cfr. Ridolfi, Le meraviglie dell'arte, p. 26.

L'Arte. XXIII, 22.
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