L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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LINA MONTALTO

vorante dello sguardo che ferisce come il gesto del braccio teso con l'indice appuntato
contro Erode.

Nell'altra tela (fìg. 14) di ugual taglio il dramma scoppia: la piccola inespressiva figura
di Salomè — la solita servente dalle guance pienotte — è relegata lontano, sotto l'arco
della porta, a non turbare il vortice di membra che crea, in primo piano, lo sforzo di un
condannato che torcesi con violenza caravaggesca a sciogliere i polsi legati in alto, e il

Fig. 14 — Mattia Preti: Supplizio del Battista. Napoli, S. Domenico Maggiore.
(Fot. del Museo Nazionale).

gran movimento di rotazione del manigoldo che sta per calare un fendente sulla testa del
Battista. Meraviglioso il nudo arco della schiena incurvata sbucante dal golfo del mantello;
ogni muscolo freme; come gonfio di sdegno s'inturgidisce il torace bronzeo; risalta in luce
violenta la piegata vittima mentre brividi luminosi corrono dalle dita ferme intorno
all'elsa della spada alla lama affilata, rivelano la fronte stretta in un bianco drappo, uno
zigomo del volto del carnefice.

Smorte le altre tinte, crudamente trionfa in ambo le tele il rosso affocato del manto
che avvolge in parte e in parte scopre il bronzeo torace.

Curioso — per ciò che ricorda iconograficamente questa appassionata, violenta e pur
triste figura del Precursore — il riscontro col Battesimo del Caracciolo — tela quasi obliata
della quadreria della chiesa dei Gerolomini — pretiana, se può passare l'anacronismo,
per le tinte verdine, pel. taglio e l'equilibrio della composizione, per l'espressione dura
ed energica della testa, del torace scarno e nervoso del Battista.

Pure in queste due tele il Preti, con quell'isolamento del rosso in una massa compatta
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