L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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LINA M0NTALT0

Un'altra tela dell'istesso periodo è il Cristo condotto al pretorio della collezione
Barbaia. La figura del Cristo è un po' più grande del naturale, e guarda con occhi
arrossati. Energico è il profilo aguzzo, nell'ombra, di un giudeo — quanto alla compo-
sizione disposta obliquamente lungo i gradini di una scala — essa è artificiosa come
l'intreccio delle mani del Cristo fra quelle degli aguzzini che le stringono.

Fig. 25 — Mattia Preti : Scene della vita di ò. Caterina.
Napoli, S. Pietro a Maiella — (Fot. Soprint. ai Monumenti).

Pure, questa tela è ancora una buona cosa. Di un'altra venuta più tardi da Malta la
terra d'ombra di preparazione ha quasi distrutto ogni particolare: è il 5. Francesco che
passa il faro nella Cappella di S. Simone a S. Agostino degli Scalzi, e che prospetta la
bella Madonna del Rosario, dell'opposta Cappella Schipani, dipinta nel 1656.

Emerge ancora viva dallo infoschimento della tela l'energica testa di S. Francesco;
tutta la luce, tutto il colore s'aduna in alto, a sinistra, nelle nuvole fulve, sulla bianca
colomba, sul petto bronzino del Cristo, e sulla figura, di rito iconografico, dell'Eterno
benedicente.

Altra tela, addirittura annerita, il Beato Franco della chiesa del Carmine, inviato da
Malta il 1684. Potrebbero infine al Preti attribuirsi altri quadri che un esame più accu-
rato può anche assegnare a un imitatore. E imitatori ebbe il Preti a Napoli se non ebbe sco-
lari. Vi sono nei corridoi delle sacrestie, in oscure cappelle di chiese napoletane, delle
tele che cumulano i caratteri del Preti e del Ribera.
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