L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

Page: 245
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/arte1920/0271
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
CENNI SULLO SVOLGIMENTO DELL'ARTE

DI BERNARDO CAVALLINO

Il tempo, non molto lontano invero, nel quale
chi si fermava ai tre quadri di Cavallino nella Pi-
nacoteca di Napoli, gli unici allora conosciuti, do-
veva rimaner sorpreso e perplesso dinanzi a quei
dipinti tutti fruscianti di sete e morbidi di velluti,
o provvisti di tagli di luce, derivato evidente da
Caravaggio, ma intesi a carezzar di fili argentei
margini d'ali allungati nell'ombra, quel tempo,
dico, è passato. Allora il solo a darci notizie del
pittore era il De Dominici,1 chè l'Orlandi,2 il Lanzi3
o Carlo Tito Dalbono * non facevan che ripetere
da lui, spesso aggiungendo errori per proprio conto.
Altri brevi accenni si potevano trovare in qualche
vecchia guida locale.

Ma ora le cose son cambiate. Di Cavallino si è
scritto parecchio, molto si scrive ancora, e, specie
di questi tempi, tra i cultori d'arte napoletana,
non poco si parla.5

C'è, almeno fino a un certo segno, poiché scritti
ed errori fioriscono assai spesso insieme, di che
esser contenti. E permesso infatti guardare adesso
alle sue opere di Napoli senza troppo stupore, e ri-
conoscervi derivazioni, connessioni ed anche filia-
zioni; ma, per quanto numerosi siano gli scritti,
il formarsi della sua arte non è ancor chiaro.

Si tratta d'illuminare più che il suo primo vol-
gersi alla pittura, tutta la sua attività la quale
deve restringersi a non più di tre lustri,6 chè,

1 Bernardo De Dominici, Vile de* pittori, scultori ed
architetti napoletani. Napoli, 17.12, tomo III, pagg. 32-43.

2 Pellegrino Antonio Orlandi, Abecedario pittorico, etc.
Firenze, 1788, pag. 1S0.

3 Luigi Lanzi, Storia pittorica dell'Italia. Firenze, 1845,
tomo II, pag. 278.

4 Carlo Tito Dalbono, Massimo, i suoi tempi e la sua
scuola. Napoli, 1871, pag. 33.

5 Una bibliografia assai ricca sul pittore è data nello
scritto di A. De Rinaldis, Bernardo Cavallino ed alcuni suoi
quadri inediti, in Napoli Nobilissima, gennaio 1920.

6 II De Dominici (op. cit.) fa cominciare, con evidente
esagerazione, a sette anni l'attività di Cavallino. Pur ammet-
tendo la sua precocità, sarà meglio, credo, riportarne
l'inizio, con maggiore verisimiglianza, al sedicesimo o a]
diciassettesimo anno.

quando Cavallino morì, si ricordi, a trentun'anno,
pur avendo impresso un'impronta sua particolare
ad ogni lavoro che gli fosse uscito dalle mani, an-
cora non s'era affermato come stilista puro. Fino
all'ultimo, lo troviamo pronto all'impressione e
rapido all'assimilazione, nuovo Beato Angelico
del '600 che di vari stili altrui riesce a formare
una maniera tutta sua, d'ordine superiormente
piacevole. E basta. Chè, anche avendo a cuore
Cavallino, come l'ho io, non gli si potrebbe con-
ceder di più. Ne consegue però che il classificare
le sue opere e il distinguere le influenze che su di lui
hanno agito è, in effetto, argomento non facile.
Per modo ch'io accingendomi a dar qualche cenno
anche su quella che, almeno relativamente alla
breve sua vita, fu la prima attività di Bernardo,
e a render conto di qualche suo quadro da me ri-
trovato, è bene dichiari subito che non ho pretese
di far luce tanto viva sì Che ogni angolo d'ombra
debba scomparire.

* * *

A sentire molti di coloro i quali si sono fin adesso
occupati di Cavallino, a costituire l'arte di costui
non pochi artisti avrebbero concorso. Nell'opera
di creazione troviamo riuniti Stanzioni e Artemi-
sia insieme con Rubens, Tiziano e Reni. (De Do-
minici).1 Il Dalbono2 aggiunge un poco di Pussino
e altrettanto di Raffaello. Altri consigliano, ben
rimescolata, una certa dose di Vaccaro, Ribera e
Van Dyck presi insieme, non che un'adeguata
quantità di Velasquez. (Hermanin).3 È con tale
ricetta che Cavallino dovrebbe essere bello e
pronto.

Ho detto già che studiando questo pittore bi-
sogna tenersi preparati a seguirlo in direzioni varie
e, alcune, almeno di queste affermazioni — ve
ne sono di assai strampalate — possono anche es-
sere vere. Ala in ogni caso ciò che importa a noi
sopratutto è fissare non tanto i pittori da cui potè

1 De Dominici, op. cit..

2 Carlo Tito Dalbono, op, cit.

3 Federico Hermanin, nel Kiinstlcrlcxicon del Thieme
u. Becker: paragrafo su Cavallino.
loading ...