L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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ETTORE SESTIERI

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di Napoli e di Lovere. In questi quadri i corpi si
sfibrano e i contorni si perdono. Nel Mosè le zone
luminose tagliano quelle d'ombra con limiti netti

e qualche mano si protende sicura nella corrente
luminosa, li l'assimilazione di un po' più di cara-
vaggismo corrotto ancora e frainteso, ma destinato
poi a giungere alla Giuditta, alla Morte di S. Giu-
seppe — Sinigaglia — e, più ancora, alla Libera-
zione di S. Pietro dei Girolamini.

F adesso, dopo aver ascritto a questo medesimo

tempo un Cristo deriso già presso il Ciardiello a
Napoli, e un Cristo al Calvario, già presso Fran-
cesco Romano, pure a Napoli, ambedue intinti di

stanzionismo, andiamo alla ricerca di altri Caval-
lino.

Se riuscite a penetrare nella chiesa di S. Lo-
renzo, — v'assicuro che non è facile — ad
stricarvi in quel labirinto di travi levate in alto a
sostener ponti sui quali, ne son certo, non vedrò
per tutta la mia vita un artigiano a lavorare, e a

Fig. 9 — Bernardo Cavallino: Immacolata. Napoli, S. Lorenzo.
(Fot. Lembo).
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