L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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DUE MAESTRI DI TARSIA SENESI DEL SECOLO XIV A VOLTERRA

Iacopo di Francesco del Tonghio e Andreoccio di Bartolomeo

Di Iacopo di maestro Francesco del Tonghio di .Siena, maestro di tarsia del sec. xiv
pubblicò interessanti documenti il Milanesi che lumeggiarono la figura di quell'attivo
artista che in Siena compì molti lavori, specialmente nel Duomo, pel quale costruì
il coro ed il tabernacolo di S. Pietro.1

Ma maestro Iacopo non limitò la sua attività a Siena e lavorò in altre città della
Toscana ed anche a Volterra portò la sua arte ricercata e preziosa. Il Milanesi, a questo
proposito, pubblicò un documento il quale prova che maestro Iacopo costruì il coro
della badia dei Camaldolensi dei SS. Giusto e Clemente, ora distrutta, ma il documento
tratto dai protocolli di Ser Potente di Lotto, notarO volterrano, e che fu riferito con là
data: 12 ottobre tyjl, fu invece redatto nel 1374. Le verifiche scrupolosamente ese-
guite ci conducono 0 correggere in primo luogo quest'errore di trascrizione 0 di stampa
nel quale caddero, più che il Milanesi, coloro che pubblicarono i documenti dal beneme-
rito studioso raccolti.-

Le ricerche sistematiche compiute nei protocolli dei notari volterrani ci hanno
condotto a rintracciare altri documenti intorno a maestro Iacopo ed alla sua attività
nella badia dei Camaldolensi di Volterra. Non sappiamo precisare l'epoca nella quale i
monaci della badia volterrana incaricarono l'artista senese di costruire il coro, ma è
certo che ai primi del 1373 Andreoccio da Siena, che come in seguito diremo, lavorò
con Tacopo, era in Volterra, e ciò c'induce a ritenere che a quell'epoca il coro stesso fosse
già in costruzione.

Ai primi del seguente anno 1374 i lavori erano progrediti; ma qualche differenza
era sorta fra l'artista e l'abate della badia, tanto che ambedue ritennero opportuno
ricorrere all'intervento di terzi per togliere le difficoltà ed appianare le controversie,
Infatti il 25 marzo 1374 Giusto Guiducci da Volterra, abate nel monastero di S. Giusto,
e maestro Iacopo, di comune accordo, nominavano frate Lodovico di Vanni da Bibbiena
priore della chiesa di S. Cipriano e monaco camaldolense, e Michele Guiducci della
contrada di S. Giusto, affinchè stabilissero ogni norma e regolassero ogni differenza
« prò constructione et edifitio cori facti et quod fieri et compleri debet in habatia Sancti
« Benedicti et valoris sui pretii dicti cori et generaliter de omnia alia et quacumque
« ea dependente ex dicto coro et omnia diffiniant de jure et de factu » e quel che venisse
deciso dai detti arbitri doveva essere osservato dalle parti, con comminatoria di 200 fio-
rini d'oro di multa, per la parte che non avesse osservato.3

1 Milanesi, Documenti per l'arte senese, voi. I.

2 Milanesi, Nuovi documenti per la storia del-
l'arte toscana, Firenze, 1901, pag. 62. Arch. Stato
Firenze, Notarile, P. 558, c. 105, t. prot. di Ser
Potente di Lotto di Volterra.

3 Arch. St. Firenze, Notarile, G. 352, Prot. di

Ser Giovanni di Ser Barzetto di Volterra. Questo
atto è mancante della data, ma consimile atto
datato: « 25 marzo 1374 », trovasi nel prot. di
Ser Buoncontc di Giovanni di Volterra (Arch.
Stato Firenze, Notarile, T, 112).
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