L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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MARIO BA TTISTINI

febbraio 1373, intervenuto, in qualità di testimone, in un atto notarile compiuto, nella
badia di S. Giusto il 7 febbraio.1

Nessun documento ci dà notizia che Andreoccio in quel tempo compiesse dei lavori
nella nostra città; ma la presenza di lui in quella badia ove maestro Iacopo del Tonghio
compì e forse aveva già incominciato importanti lavori, ci induce a credere che Andreoc-
cio fosse di aiuto a Iacopo nei lavori del coro medesimo. Trovare poi di nuovo Andreoccio
testimone all'atto del 28 marzo 1374 col quale furono nominati i due arbitri per la solu-
zione delle controversie fra l'abate e l'artista senese, nonché all'atto di arbitraggio del-
l'8 aprile 1374, dei quali atti abbiamo scritto sopra, ci conferma nella nostra opinione:
tanto più che nell'ultimo atto egli si qualifica « commorantis Vulterris in contrata Sancti
Justi ».2

Terminati da maestro Iacopo i lavori nella badia di S. Giusto forse maestro Andreoccio
si trattenne qualche tempo in Volterra; è certo però che nel 1389-90 lavorò in Pisa,
nella chiesa di S. Martino di Chinzica, ove compì vari lavori d'intaglio, come due iscri-
zioni apposte presso due armadi ce ne rendono consapevoli.5 Nel 1392 Andreoccio era
nuovamente in Volterra perchè nominato arbitro con Taviano di Niccolaio del Balgiano
da Volterra, per stimare il coro del duomo di Siena fatto da Barna, Luca e Giovanni,
maestri di legname, egli si recò da Volterra nella sua città natale, per adempire all'in-
carico al quale lo avevano chiamato gli operai del duomo, com'essi, nella loro deliberazione,
affermano.4

Troviamo nuovamente quest'artista in Volterra nel 1412, nel quale anno, il 28 no-
vembre, veniva pagato dal comune di Volterra per alcuni lavori compiuti nel palazzo dei
Priori, e il 30 gennaio 1413 maestro Andreoccio riceveva dal camarlingo del Comune
lire 8, soldi 8, danari 8, per una finestra da lui fatta per la sala del consiglio del palazzo
de' priori.5 L'artista senese aveva dunque preso stabile dimora in Volterra, poiché ve

10 incontriamo anche nel 1425 esercitante la sua arte in una bottega sul canto di Via Nuova.

11 19 novembre di quell'anno, infatti, Taviano di Biagio di Ser Vanni di contrada di
Porta a Selci, nominava suo procuratore Angelo di Meo da Cortona notaro, e l'atto
relativo veniva rogato alla presenza di Andreoccio medesimo « super canto viae Novae
in apoteca Andreocci Bartoli de Senis, magistri lignaminis, commorantis in Vulterris ».6

Le poche notizie che intorno ai due senesi maestri di tarsia abbiamo potuto trarre
dalle carte d'archivio non possono purtroppo illuminarci intorno ai preziosi lavori di
intaglio, dei quali è ricca la cattedrale di Volterra e la sua sagrestia.

Gli stalli, la cattedra vescovile e il leggio che adornano il coro del duomo volter-
rano sono lavori dei primi del secolo xv e di quest'epoca pure sono alcuni mobili della
sagrestia, specialmente l'armadio ad archetti doppi ed a baldacchino; e la permanenza
in Volterra di questi due artefici dell'intaglio e della tarsia possono invero farci sorgere
nella mente l'opinione che anche nel duomo possano essi avere esercitato l'arte loro. Ma
le nostre ricerche non ci hanno condotto a questa scoperta che sarebbe veramente impor-
tante e con amore proseguiamo il lavoro da anni intrapreso fra le carte volterrane che
tante preziose notizie celano e conservano.

Mario Battistini.

1 Arch. St. Firenze, Not., P. 558, c. 1, prot. di
Ser Potente cit.

2 Arch. St. Firenze, Not., I, 112 e G. 352 cit.

3 G. Milanesi, Docum. per l'arte senese, Voi. I,
pag. 369-375; Bonaini, Memorie, ecc., di F. Traini,
pag. 78-79; Cavalcaselle e Cuowe, Storia della
pittura, voi. Ili, pag. 317; Bonaini e Lupi,

L'arte senese a Pisa, in Arte Antica Senese, 1904,

P- 384-

* Milanesi, op. cit.

s Arch. Stor. Coni, di Volterra, filza A, nera 33,
c. 113 e 125.

6 Arch. St. Firenze, Notarile, M. 138, prot. di
Ser Marcello di Giovanni di Volterra.
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