Bullettino archeologico Napoletano — 2.1843-1844 (1844)

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destra tiene un oggetto interpreiato dal sig. Clarac per forse anche supporsi che in qualche tradizione siasi dato
una Caccola , benché con si vegga la fiamma , forse allo stesso Marsia il nome di Olimpo suo padre,
perchè infranta. Da presso a questa fignra sedente 2. In altro non men dotto articolo del sig. abate Ca-
son due donne io piedi; hanno entrambe doppio chitone, vedoni ( n. Ili b) dicesi di passaggio essere uno de'
e quella che sta più vicina alla cista, ha un peplo svo- Dioscnri effigiato in monete di Nocera Alfaterna , in
lazzante. Crede il sig. de Clarac che si rappresenti Ce- una delle quali Ieggcsi pure Sarnined ; ma di questa
rere seduta sull' Ay&kcnsws ftèrp», ed a lei da presso opinione proporrò in altro luogo alcune dubbiezze. Per
una donna intesa ad altra scena che manca , ed Iride ora mi limito ad osservare che il credulo Dioscuro oltre
{basreliefs p. 2i3 seg.). Questa spiegazione fu adot- al non avere ne astro, nò pileo, ha nella destra non già
lata pure dal Miiller [Randbuch § 36-4 n.i) e da al- un' asta, ma uno scettro che termina in queir ornamen-
tri. Ancorché volessimo considerar come certa la figura to che suole indicarsi col nome di jlos trifìdus. Il ca-
di Cerere, benché la sua nudità sia una obbiezione in vallo inoltre , eh'è un'accessorio de' Dioscuri, nelle
contrario , pure non sapremmo ammettere che segga monete de' Nucerini Alfalerni , ed anche de' Nucerini
sulla pietra agelaslos ; mentre parci impossibile che Bruzii, fa figura di tipo principale , ed una iscrizione
fosse quella rappresentata da una regolare costruzione de' primi ricorda , come si sa, un EQWM MAGNVM,
di pietre. che certamente aver dee relazione col tipo delle monete.

Ognun vede che in questo ultimo monumento non è Veggasi il terzo volume de1 miei opuscoli pag. 155.

sicura la rappresentazione di cui è parola ; sicché il pri- Allo stesso sig.ab.Cavedoni siam poi debitori di alcune

mo monumento che ci offra probabilmente Cerere se- dotte osservazioni su due vasi , di cui si è ragionato nel

dota suli' àyéXocaTOS ithpa presso al pozzo Callicoro I anno del presente bulletlino. Il primo di questi è il

sembraci questo che pubblichiamo , sottomettendo la vaso cornano col ratto di Cefalo , di cui ragionai a p,

nostra spiegazione al giudizio de&li archeologi. 5 del detto I anno in un articolo , che 1'a. per equi-

co attribuisce al sig. Minervini. C insegna il sig. ab.

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1. In una dotti E
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Ruvo pubblicato g E
p. 298 segg.) e ri C 5

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ivedoni che l'oggetto rellangolare che in esso vedesi

^~ ^^^S me sosPeso a' mur0 Press0 aa* alcuni efebi e con ri-

ìe nel mezzo come per piegarsi, è la tabella dipiycha
Ile leggi atletiche del ginnasio 0 della palestra , ci-
ndo 1' agonisticon del Fabri III , 8 , e la non dissi-
ile figura di tabella rettangolare distinta in due con
ìea perpendicolare , e con indizio del chiodo che la
neva affissa al muro , che ne' denarii di C. Poblicio
alleolo indica la legge poblicia. Quella della pittura
?l vaso , continua T a, , pare fosse affissa con
mitro chiodi sugli angoli ; le tenie da essa pen-
anti vi staranno per accennare che non coronatili'
isi qui legìtime certaverit. Non parci che si debba
uover dubbio di sì felice e dotta spiegazione. Una ta-
cila non dissimile comparisce anche in altri vasi da
'esso ad efebi o palestriti. Vedi per es. il Dempstero
tr. reg. toni. I lab. i3, il camposanto di Pisa del
àT 1 asinio tav. 3o , il museo gregoriano tom. Il tav. 75.

pur da vedersi il vaso del real museo di Dresda presso
e Plat marbres de Dresde pi. 180 ove una simile

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