Ficoroni, Francesco de'
Le vestigia e raritá di Roma antica — Rom, 1744 [Cicognara, 3722]

Page: 126
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126 Le Vestigia di Roma Antica
come dal disegno si vede . II quarto edificio di consimile ro-
tondità non più rimane a dirittura di questo per essere (lato
abbattuto3e fabbricatovi sopra continuandovi le fabbriche de*
granaj pubblici, congiunte all'altre rovine delle Terme3la cui
larga , e lunga piazza vien detta corrottamente di Termini.
Vi rimane nel mezzo un'apertura fra l'erbe -, dove si vedono
rovine sepolte , e queste pubblicamente si osTervarono nello
scavo , che vi fece fare la Regina Cristina di Svezia , dove
mi ricordo 5 che si trovarono tre statue tronche . Nelle ro-
vine 3 che reslanoalla visla la metà sepolte , si vedono i cana-
li , che dal di sopra portavan l'acqua ne i bagni.
Quelchè rimane consèrvaso è la sala maggiore ridotta in
Chiesa dedicata alla Madonna degli Angioli de'RR.PP^Cer-
tosini col Convento , e due gran claustri. Per 1' umidità
dell'antico pavimento ne fu alzato un nuovo mediante il pen-
siero del Bonarruoti , conche per neceslità recarono sepolte
le bàsi , e parte delle otto ammirabili grosse , ed alte colon-
ne di granito roslìgno , cui sono siate fatte le basi di stucco
nel modo , che vi si vedono . Tutta la volta antica di quella
vàsta sala è soslenuta da dette colonne , di cui sono imbiancati
i capitelli. Il cornicione , e architrave sono tutti intagliati3
e lavorati , i cui lati si van dilatando per maggior sostenta-
mentodell'immensa volta ; particolarità ,: che non rimane in
niun altro edisicio dell'antichità. Ciascuna delle colonne è di
circonferenza palmi ventitre , e mezzo, e fra quelle con mura
di grossezza sìraordinaria vi sono le arcate , dentro alle quali
rimangono le nicchie per le siatile . Le cote moderne da ve-
dersi sono il grand'altare di San Brunone dipinto dall'Odazj
col disegno del Maratti ; e di questo, e di Salvator Rosa vi
sono i depositi, e i loro busli, e nel pavimento li osTerva la
linea meridiana del sopra lodato Monsignor Bianchini, Nella
sagreslia la volta del Coro è colorita da Luigi Garzi , e di
là lì va a i due Chiostri , che più piacevoli, e spaziosi in for-
ma quadra non sono in altri Conventi di Roma , Il Chioslro
superiore è ripieno di rare stampe 5 che meritano per l'inten-
dente l'impiego di più ore . Il Claustro poi terreno con co-
lonnato di portici è disegno del suddetto Bonarruoti ? e cir-
con-
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