Museo italiano di antichità classica — 2.1886/​88

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SCAVI E TROVAMENTI NELL'ANTRO DI ZEUS

SUL MO^TE IDA LN OEETA

Nell'estate elei 1884, Giorgio Pasparaki, uno dei
molti pastori che passano la calda stagione sull'al-
tipiano e sulle falde dell'Ida, frugando con un sem-
plice bastone nel fondo di una grotta, laddove misti
al terriccio ed alle pietre vedonsi abbondanti residui
di ceneri e di carboni cominciò a trovare quasi a
fior di terra una grande quantità di frammenti di
lampade in terracotta, alcuni pezzi di sottilissime
lamine d'oro e qualche piccolo bronzo. Arrivata
la notizia nel vicino villaggio d'Anoja (Avwysia)
corsero sulla montagna altri contadini e pastori
e senza indugio si posero a scavare tumultuaria-
mente buche e fosse ed a praticare degli sterri qua
e colà su diversi punti della grotta e delle adia-
cenze mettendo fuori un numero assai considere-
vole di antichità le più svariate.

Viaggiava allora nelle Provincie centrali del-
l'isola con missione archeologica dell'imperialo
istituto germanico il D.1' Ernesto Fabricius, il
quale, non appena informato di quelle scoperte,
recossi sull'Ida, trovò quasi tutto il materiale an-
cor raccolto nelle mani dei pastori e potè farne uno
studio minuto la cui importanza è per noi tanto
maggiore in quanto che i prodotti di quei primi
scavi furono poi in gran parte venduti a privati e
dispersi. I risultati di questo studio furono resi di
pubblica ragione nell'aprile dell'anno successivo in
una memoria stampata nel X volume delle Mit-
tfieilungen dell'Istituto d'Atene alle pag. 59 e sgg.,
nella quale è altresì dimostrata l'identità della
grotta col famoso antro di Zeus Ideo celebrato
dagli antichi.

Verso la fine di settembre il Fabricius portò la
notizia a Candia, dove sotto la direzione intelli-
gente ed attiva del D.r Giuseppe Chatzidaki il
Sillogo letterario cominciava a piantare le basi del-
l'unico Museo d'antichità oggi esistente nell'isola, e
mise in evidenza l'importanza di quella località ri-

chiamando su di essa l'attenzione elei Sillogo stesso
e raccomandando vivamente l'acquisto degli og-
getti ivi trovati. Una commissione composta elei
presidente e del prof. Giorgio Aeraki partì subito
pel monte Ida e fece le trattative per la compera
di tutto quel materiale, ma prima che questo fosse
portato in città un antiquario di Candia seppe
sfruttarlo a suo vantaggio e gli sforzi fatti dal Sil-
logo rimasero quasi del tutto vani.

Cominciò però allora a prender piede il progetto
di continuare quelle ricerche ed eseguire una re-
golare esplorazione dell'antro per conto del mu-
seo. Passato l'inverno ed il principio della prima-
vera del 1885 e liberata la località dalle nevi che
rendono per circa la metà dell'anno quelle alte
regioni impratticabili, il Sillogo chiese ed ottenne
dal governo che una stazione provvisoria di gen-
darmeria fosse posta sul monte Ida presso la grotta,
onde invigilare la località ed impedire ogni nuovo
tentativo di scavo da parte dei montanari. Ma nep-
pure tale misura che doveva assicurare il successo
dei lavori progettati potè avere per cause allora
imprevedibili tutto il suo effetto. Verso la fine di
maggio colla convocazione dell'assemblea cretese
l'orizzonte politico dell'isola si oscurò improvvisa-
mente, S. E. Photiadis-Pascià, rassegnate le di-
missioni, abbandonò il governo ed ebbero tosto
principio quelle turbolenze che minacciarono eli
finire in una seria rivolta, quando questo passò
nelle mani di Savas. Gli impiegati cristiani del-
l'isola si ritirarono in massa, le Provincie rima-
sero per una ventina di giorni nell'anarchia ed i
gendarmi dell'Ida se ne andarono alle case loro
lasciando la stazione deserta. Fu allora che quasi
tutto il villaggio d'Anoja si riversò nei recessi del-
l'antro. Una grande quantità di scavatori divisi in
compagnie si spartirono a pezzi il terreno da esplo-
rare e durante due o tre settimane la grotta ed

Museo italiano di antichità classica — Voi. II. Punt. III.

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