Museo italiano di antichità classica — 2.1886/​88

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SILLOGE EPIGRAFICA LAZIALE

Dedico agli studiosi di epigrafia latina le seguenti
iscrizioni inedite recentemente scoperte, nel suolo
Laziale, alcune delle quali possono dar luogo a
studio profondo e speciale, a causa delle non lievi
difficoltà, che s'incontrano nella relativa illustra-
zione.

I. *

DIANA
o M-MVIO-M-F

00

PRAITOR • DEDIT

ra. 0,57
le lettere sono alte m. 0,07.

È una base di peperino venuta in luce nelle
escavazioni, che il sig. Luigi Boccanera ha intra-
preso, in continuazione di quelle eseguite già dal
sig. Ambasciatore d'Inghilterra, neh' area sacra
del tempio di Diana Nemorense, spettante a S. A. il
Principe D. Filippo Orsini, il quale mi è stato largo
di ogni cortesia, per le opportune ricerche. Che una
statua sorgesse su questa base, piuttosto che un
donano si può fin da ora determinare, perchè vi si
scorgono le tracce dei piedi. A tal proposito noterò
che, nella immensa congerie di oggetti votivi in

1) C. I. L. VI, 480, 529, 563, ecc.

2) Schleicher, Comp. di gramm. comparata, ed. Pezzi,
pag. 319. Veggansi esempi simili nel G. I. L. I, 169, 177,
189, 194, 1133 ecc. Garrucci, Sylloge 2307.

3) Mommsen, ròm. Forschungen I, pag. 74, 75.

*) Il Mommsen (l. cit.) illustrando le memorie dei Livii,
ed il passo relativo di Svetonio (in Tib. Ili) odo consu-
latibus, censuris duabus, trimnphis tribus, dictatura ecc.
honorata {Liviorum familia) dice di conoscere due di co-
testi trionfi. Il terzo lo ritrovò il compianto Henzen in
un frammento dei fasti trionfali Capitolini scoperto nel-
l'a. 1870 presso l'arco Fabiano (Ephem. epigr. V, pag. 257).
Degli otto consolati Liviani se ne conoscono sette, l'ul-
timo de' quali dell' età Augustea, di guisa che, senza con-
tarvi l'adottato da Emilio Lepido, Mamercus Aemìlius Lep.
Livianus cos. del 677, abbiamo la seguente serie :

a. 452. M. Livius.... f. M. n. Denter cos. (Livio X, 1. C. I.

L. I, pag. 433, 516).
a. 535. M. Liv. M. f. M. n. Salinator cos. (Liv. XXVIII, 9.

C. I. L. I, pag. 524).

bronzo quivi rinvenuta, v' è una faretra lunga
m. 0,39, e v'è un dito di naturai grandezza ; oggetti
ambedue convenienti ad una statua supposta sulla
nostra base. Per ciò che spetta alla epigrafe, debbo
dire anzi tutto che il nome Diana in capo ad essa
non nuoce alla ipotesi di una statua, per quanto
la sua figura fosse notoria, poiché "abbondano gli
esempì di casi analoghi, ed anche di qualche nome
di notissima divinità inciso sul plinto della statua
relativa.1) Questa osservazione mi trasporta su-
bito neh1' analisi grammaticale ; dovendosi suppor-
re, che il nome Diana non sia. un caso retto, ma
una forma arcaica di caso dativo, com' è nel senso
certissimo della dedica, e consentaneo alle antiche
forme latine. -) Ritornerò fra poco su questi ar-
caismi; e ora mi fermo sulla parte storica della
iscrizione, cioè sulla ricerca del personaggio de-
dicante.

Due sono le ipotesi probabili sul pretore Marco
Livio, che sia cioè un romano, ovvero di Ari eia.
Nel primo caso è da notarsi che il prenome Marco
fu frequentissimo nei Livii, e quindi è malagevole
il rintracciarlo. Esaminando i fasti della gente Li-
via, che fu plebea,3) non mi sembra potersi ad
altri riferire la nostra iscrizione, che al console
del 535 e 547. '*) Infatti, oltre la corrispondenza

a. 547. idem iterum cos. (Liv. XXVII, 34. C. I. L. I, pag. 436.
524).

a. 566. G. Liv. M. f. M. n. Salinator cos. (Liv. XXXVIII, 35.

C. I. L. I, pag. 436, 526).
a. 607. C. Liv. M. Aemiliani f. M. n. Drusus cos. (C. I. L.

pag. 438, 532).

a. 642. M. Liv. G. f. M. n. Drusus cos. (Liv. epit. 63.

Floro III, 4, 3, C. I. L. I, pag. 534. Borghesi

Oeuvres V, pag. 314).
a. 739. M. Liv. L. f. Drusus Libo (Mommsen, Ephem.

epigr. I, pag. 149 adn. 1. Klein, Fasti, pag. 10.

Borghesi, ivi e pag. 315.

Non parlo del celebre tribuno M. Livio Druso, nè di
M. Livio Druso Claudiano, perchè non mi sembrano a
proposito in questo monumento, come sto per dire nel te-
sto. Dei trionfi Liviani abbiamo finora:

a. 535. M. Liv. M. f. M. n. (Liv. XXVIII, 9).

a. 547. idem - et dictator.

a. 644. M. Liv. G. f. M. n. (Henzen, l. cit.).
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