L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 5.1902

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tura che con esse hanno relazione. Egli dà anche
esempi di statuti di compagnie e cerca così di dare
un quadro completo di queste celebri associazioni
degli artigiani fiorentini.

Federico Hf.rmanin.

Archivio Trentino. Anno XVII. 1902. Fasci-
colo I.

Guido Sustek : Di Antonio da Trento e dei suoi
chiaroscuri. — Di questo maestro, seguace e meglio
emulo di Ugo da Carpi, il famoso inventore delle
stampe comunemente chiamate a due colori, scarsis-
sime sono le notizie biografiche.

Per molti anni e da numerosi autori, compreso il
Bartsch, andò confuso con Antonio Fantuzzi da Bo-
logna, fino con Antonio Cavalli e sebbene il Kollof
abbia da tempo chiarito l’equivoco, dimostrando la
individualità di Antonio da Trento, indipendente dalla
personalità di altri incisori di opere del Parmigianino,
i vecchi errori continuano a circolare e tornarono ad
apparire anche pochi mesi fa in alcune rassegne della
sesta esposizione del gabinetto delle stampe pubbli-
cate nell' Emporimn e nella Rivista d’Italia.

Ora il S. mira nel suo diligente studio a mettere
di nuovo le cose a posto e a illuminare per quanto
gli é possibile la figura di questo artista di cui la vita
resta ancora per noi un mistero.

Raccolte le poche notizie di lui giunte fino a noi,
distinta nettamente, con la scorta del Kollof, la per-
sona di Antonio da quella del Fantuzzi (con la quale
del resto, non avrebbe dovuto confondersi per diffe-
renze evidentissime di stile) viene a dirci dell’opera
dell’ artista e si ferma a descrivere una per una le
stampe certamente autentiche e quelle che sembra
possano essere, con fondate ragioni, attribuite al mae-
stro trentino.

Emporium. Aprile 1902. Pag. 245.

Vittorio Pica: Jean-Francois Raffaellì (con 25 illu-
strazioni).

— Pag. 261.

C. Ricci pubblica ottime riproduzioni dei ventisei
musaici di Sant’Apollinare nuovo raffiguranti scene
della vita di Gesù, intrattenendosi a illustrarli partita-
mente.

— Pag. 306.

E. Gussalli : Una villa lombarda del settecento. —
È la villa di Cernusco del conte Visconti di Saliceto,
edificata nel 1719 da Giacinto Alari, primo dei conti
di Tribiano, su disegni di Giovanni Ruggieri, archi-
tetto romano.

L’A. enumera le opere d’arte contenute nel palazzo,
riproduce da stampe del tempo la villa e ne mostra
con parecchie fotografie lo stato attuale.

— Maggio 1902. Pag. 325.

Enrico Thovez: Davide Calandra (con 26 illustra-
zioni).

— Pag. 345.

A. Jahn Rusconi illustra le opere principali del
Museo e della Galleria Borghese.

— Pag- 397-

Gerspach pubblica la riproduzione di un frammento
di affresco del Luini conservato nella villa Vedani a
Lugano e fa rilevare l’errore di Pierre Gauthiez il
quale, descrivendo l’affresco nella Gazette des beaux-
arts, scambiò la figura di San Giovanni alla sinistra
del Crocifisso per quella di Santa Veronica.

(E. Jacobsen faceva notare alcuni mesi fa ne L'Arte,
(pag. 159) che il Gauthiez aveva preso anche la figura
della Madonna, a destra, per quella di una Santa).

— Pag. 400.

L. Correrà riproduce il busto della cattedrale di
Acerenza, nel quale il Lenormant riconobbe l’effigie
di Giuliano l’Apostata mentre la tradizione popolare
vi ravvisa San Canio, vescovo di Giuliana, patrono
del paese. (Non sarebbe invece un busto del tempo
di Federigo II?. Recentemente anche R. Delbriick
palesò quest’opinione in un articolo della Zeitschri/t
fiir bildende Kunst).

Giugno 1902. Pag. 405.

R. Pantini: Vincenzo Cabianca (con 32 illustrazioni).

— Pag- 424-

Primo Levi illustra l’opera del Boni al Foro Ro-
mano e le fortunate scoperte di questi ultimi quattro
anni, accompagnando il suo scritto con numerose ni-
tide riproduzioni di parti del Foro e di monumenti
ritrovati.

— Pag. 472.

Iacopo Celli: Una spada di Emanuele Filiberto. —
Questa spada che si conserva nell’Armeria reale di To-
rino reca l’elsa e il pomo di ferro finemente cesellato
ed è opera forse di Antonio Piccinino che i documenti
mostrano aver lavorato per il duca Emanuele Filiberto.

— Pag. 479.

A. Jahn Rusconi riproduce e illustra brevemente la
tela della Galleria Doria, raffigurante un pastore, sulla
quale recentemente è stata scoperta la firma di Rem-
brandt e la data 1649.
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