L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

Page: 24
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/arte1920/0050
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
STEFANO DI ANTONIO DI VANNI DA FIRENZE

DIPINGE NELLA CHIESA DI S. MICHELE DI VOLTERRA

Intorno all'attività artistica in Volterra di maestro Priamo della Quercia, da Siena,
scrisse il dott. G. De Nicola,1 il quale in un felice studio di confronto e di indagine delle
caratteristiche dell'artista senese, studiate nell'affresco del Pellegrinaio dell'Ospedale di
Siena, giunse a stabilire che la tavola rappresentante S. Antonio Abate in trono e Santi,
che conservasi nell'omonimo oratorio in Volterra, sia uscita dal pennello di Priamo.

Lo studio del critico non poteva avere migliore conferma, poiché le indagini compiute
nell'archivio comunale di Volterra, ci condussero a rintracciare il documento che irrefra-
gabilmente prova che la conclusione alla quale giunse il De Nicola, era esatta.2

Commesso a Priamo dal Comune per decorar la residenza della dogana del sale, il
quadro fu dato in consegna nel sec. xvin ai canonici del duomo, che lo chiusero nell'ora-
torio di S. Antonio, il quale si apre una sola volta all'anno. Sarebbe però molto desiderabile
che andasse a raggiungere gli altri quadri che si costudiscono nella pinacoteca comunale.

Se il quadro di S. Antonio è ormai definitivamente riconosciuto di Priamo, altri
lavori rimangono in Volterra, oltre quelli dei quali si è occupato il De Nicola e da questi
attribuiti allo stesso pittore senese.

Nella pinacoteca comunale si conserva una tavola rappresentante la Vergine col
bambino e comunemente chiamata La Madonna del collo lungo. Il quadro, per un documento
pubblicato dal Targioni - Tozzetti,' dal Cinci * ed anche dal Milanesi,5 e pel quale docu-
mento il 19 maggio 1442 fu commessa a Priamo una tavola per la chiesa di S. Michele,
e del lavoro ne fu notato il pagamento di una rata, fu ritenuto ed attribuito a Priamo.

La tavola proviene veramente dalla chiesa di S. Michele, ma una osservazione anche
superficiale, ci dice subito che non è uscita dal pennello di artista senese.

1 critici hanno voluto riscontrare in questo dipinto contatti coll'arte del Sassetta 6
altri con quella di Andrea di Giusto e il dott. De Nicola, che per ultimo si è occupato del
quadro, ha negato i contatti sassettiani, ma non è potuto giungere ad assegnarlo ad
Andrea di Giusto, perchè, egli scrive « se non contradice, non s'immedesima di tutti i
caratteri del gruppo, del resto un po' vario, fatto attorno al nome di Andrea ».'

La questione è perciò ancora insoluta; ma è certo che il dipinto appartiene alla scuola
fiorentina.

1 Studi sull'arte Senese: Priamo della Quercia,
in Rassegna dell'arte, di Milano, n. 5-6, anno igi8.

2 Cfr. in Rassegna stessa, anno 1919, n. 11-12, il
mio scritto, dal quale, per un documento tratto dal-
l'Archivio Storico comunale di Volterra è provato
che nel 1445 il comune pagò a « Maestro Priamo
di Piero da Siena dipintore, d'avere per resto d'uno
Sancto Antonio, dipinse per la dovana lire 40 ».
(Arch. sudd., filza E, nera 1, c. 113).

3 Viaggi per la Toscana, 1769, voi. Ili, pag. 80-83.

+ A. Cinci, Dall'Archivio di Volterra: La Chiesa
di S. Michele. Anche il Ricci, in Volterra, Arti
grafiche, Bergamo, 1914, pag. 88, attribuisce la
tavola a Maestro Priamo.

5 Documenti per l'arte Senese, voi. Il, pag. 205.

6 Berenson, in The Burlington Magatine, 1903;
E. Iacobsen, Das Quattrocento in Siena, Stras-
burg, 1908.

7 Rassegna d'arte, cit.
loading ...