L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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GIUSEPPE FIOCCO

mentali, sicure testimonianze del suo molto ope- differente da quello di Ripanda per ammettere

rare a Roma. Nella prima e più precisamente come possibile l'identificazione. Tanto meno deve

databile, del 14 luglio 1513, un esame del tribù- spettare a lui, forse in quegli anni già morto, certo

naie del Senatore, troviamo appena nominato pagamento di scudi 15 che in una data imprecisa,

«Giacomo da Bologna pittore».1 Ma nei registri Ira, il [542 e il [545, si passarono a m° Jacopo da

per l'incoronazione di I eone X, dello stesso anno Bologna.

vediamo che si danno « a m° Jacopo pictore da Come si vede dunque riguarda il Ripanda un
Bologna ducati 210 di carlini per valuta di 4,004 complesso imponente di ricordanze, non si sa
armi ìacte per diete exequie (quelle di Giulio 11) perchè rimaste lettera morta, quando sarebbe stato
per applicare a S. Pietro e altrove »; e ricaviamo facile integrarle con l'aiuto delle opere e della eli-
dagli stessi che aveva percepito prima altri ducati tica e ritornare in vita la figura artistica del Bolo-

Fig. 2 — Roma - Palazzo dei Conservatori': La battaglia di Mile.

59 e bolognini 2 per dipingere 89 sgabelli, con due
altri artisti emiliani, m° Pellegrino (probabil-
mente il Munari) e Antonio Maria d'Argenta.
Penso siano queste le sole notizie che si possano
con fondamento riferire al Ripanda; giacché quel
« Jacobus de Runpare bononiensis pictor » che in un
rogito del i° ottobre 1516 riceve a prestito da Bal-
duccio Balducei 100 scudi, ha un cognome troppo

tante pitture catalano-fiamminghe proprie dell'arte locale,
è una tavola nella chiesa della Confraternita della Disci-
plina della S. Croce. (Cfr. Filangeri, op. loc. cit.; Memoria
dell'Augustissima Compagnia della S. Croce della disciplina
di Napoli, 1713, p. 41: D'Aloe, Storia dell' Augustissima
compagnia della disciplina della S. Croce, Napoli, 1882,
p. 49; L. Catalani, Discorso sui monumenti putrii, Na-
poli, 1842, p. 30; A. De Rinaldis, Museo Nazionale di
Napoli, Pinacoteca, 1911, p. 306).

Il Filangeri nomina inoltre il Ripanda nel suo Elenco degli
artisti che operarono a Napoli (cfr. Documenti per la storia,
le arti, etc, di Napoli, VI, 1891, p. 356).

1 A. Bertoi.otti, Artisti Bolognesi, Ferraresi ed alcuni
altri del già Stalo Pontificio, Bologna, 1885, pagg. 35-36.

gnese. Ciò avrebbe per lo meno evitato l'errore
grossolano di leggere ancora sotto alcuni notevoli
affreschi del Palazzo dei Conservatori, proprio nel
cuore di Roma, il nome di Benedetto Bonfigh, o
di sentir pronunciare non meno ridevolmente
per essi, quello del Perugino e del grandissimo Bot-
ticelli, caos a cui non è riuscito a metter ordine
nemmeno l'opinione di gran lunga più ragionevole,
di Gustavo Frizzoni,1 che tutte quelle antiche pit-
ture di colore oscuro tentò allacciare al carro
troppo onusto di Baldassare Peruzzi.

1 E PITTURE E I DISEGNI

Innanzi tutto « le Camere di Campidoglio » da-
tegli a dipingere dal popolo romano; di cui diffi-
cilmente potremmo ritrovare con questa vaga

1 (;. FRIZZONI, Arte Italiana del Rinascimento, Milano,
1891, Baldassare Peruzzi considerato come pittore, p. 189 e segg.
Debbo però avvertire che il compianto Dr. Frizzoni, avveitito
delle mie conclusioni le accettò subito con quella franchezza
generosa che sempre lo fece amare.
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