L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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DI ALCUNI AFFRESCHI PREGEVOLI TRA IL SECOLO XVI ED IL XVII 55

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È Cati infatti che per ultimo guarda l'opera di Michelangelo con attenzione spon-
tanea e persistente; è lui che per primo riesce ad attuare un vero michelangiolismo
« in colore »; i globuli muscolari in rilievo divengono per lui medagliette chiare chiare e
tenerine sui petti e sulle schiene; i marmi freddi e grigiastri si ammolliscono nelle colonne
di riflessi verdi-rosei, gialletti; i paesaggi acquistano un interesse nuovo, tutti ombrati,
come paiono, dalla avvolgente sericità di molti e molti veli sottilmente colorati.

Ritroviamo, ancora una volta a S. Maria in Trastevere, il cofano polveroso risciac-
quato, sotto l'azzurro, dall'argento vivo di una chiara fontana. Noi riconosceremo nella
volta della cappella Altemps, il documento più sincero e più perfetto del temperamento

Fig. 5 — Pasquale Cati Fig. 6 — Pasquale Cati

Particolari della decorazione in S. M. in Trastevere. — (Fot. Ministero della Pubb. Istruzione).

artistico del Nostro. Egli ha saputo, qui, conciliare in immagini di squisita eleganza, i
dissidi e le stonature che la sua improvvisa luce mattinale poteva far sorgere, battendo
su gruppi tuttora michelangioleschi.

I corpi si volgono di tergo, incavallano gambe e braccia, si inarcano per seguire le
linee del quadro; e un'aria infinitamente leggera e abbrividente circola in mezzo ad essi
scompigliando ed alterando un poco, col suo intervento rinfrescante le gravi fila della com-
posizione plastica. Ogni trapezio, ogni ellisse, ogni rettangolo ha da mostrare nell'affresco
che racchiude, un gioiello di felicità visiva. Ecco la Presentazione di Gesù Bambino (fig. 5)
tutta piena di un significato di concentramento plastico, così serrata com'è fra due tozze
colonne laterali e la scala espansa in sobbalzante prospettiva tra il maggiore e il minor
lato; ecco la Visitazione (fig. 7) che par tutta composta anch'essa di grevi pesi architetturali
ed umani piombati dall'alto della scena. Questi due affreschi ci svelano in modo evidente
due tendenze intimamente coesistenti nell'arte di Cati: un plasticismo cioè troppo piegato
alle esigenze di una linearità nervosa e capricciosa e una estrema facilità (che noi già
notammo) alla rinunzia di ogni preesistente intenzione, dinanzi alla possibilità di rendere
una rara qualità di atmosfera che dilettosamente avvolga persone e cose.

E infatti le colonne della Presentazione piovono dagli angoli superiori del trapezio
e chiudono il ventaglio della scala con una regolarità elegante che non ha più nessuna
somiglianza d'intenti con la teoria dinamica del plasticismo michelangiolesco, pur derivan-
done immediatamente; e nella Visitazione, la imponente spettatrice della scena sacra
che, in primo piano, voltata di schiena, pare avere tutte le intenzioni di un torso plastico,
dinanzi al diffondersi per la finestra aperta, di un velo di tenue luce crepuscolare, non si
ricorda più che di avere una veste gialla oro digradante in canario tenero e un delizioso
bustino listato della più soffice seta verde mare.
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